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Consulenti finanziari: a maggio raccolta record di 7 miliardi, miglior risultato mensile di sempre

Le reti di consulenza finanziaria archiviano il miglior mese di sempre in termini di raccolta netta. A maggio le risorse nette affidate alla consulenza delle banche-reti associate ad Assoreti hanno raggiunto i 7 miliardi di euro, in crescita dell’8,4% rispetto ad aprile e del 61,8% rispetto allo stesso mese del 2025.

Il risultato è sostenuto in modo equilibrato dalle due principali componenti della raccolta. Il comparto del risparmio gestito ha attirato flussi netti per 3,3 miliardi di euro, mentre il risparmio amministrato ha registrato una raccolta positiva per 3,7 miliardi, di cui 2,1 miliardi destinati agli strumenti finanziari amministrati e 1,6 miliardi alla liquidità.

Assoreti: da inizio anno raccolta oltre i 30 miliardi

Nei primi cinque mesi del 2026 la raccolta netta complessiva sale così a 30,5 miliardi di euro, in aumento del 22,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’86,5% delle nuove risorse è stato destinato agli investimenti, con 14,7 miliardi confluiti nelle soluzioni di risparmio gestito e 11,7 miliardi negli strumenti finanziari amministrati. Continua inoltre a crescere il ricorso alla consulenza a parcella (fee only e fee on top). A maggio la raccolta netta riconducibile a questi servizi è stata pari a 1,4 miliardi di euro, in aumento del 40,4% su base annua, mentre da inizio anno i flussi hanno raggiunto i 6,2 miliardi.

Prosegue anche l’espansione della clientela. A fine maggio i clienti delle banche-reti associate ad Assoreti sono prossimi a 5,6 milioni, con un incremento di quasi 148 mila unità nei primi cinque mesi dell’anno.

“La raccolta record registrata nel mese di maggio assume un significato ancora più rilevante se valutata congiuntamente ai risultati conseguiti dall’inizio dell’anno”, commenta Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti. Secondo Tofanelli, la quota elevata di risorse destinate agli investimenti e la costante crescita della clientela testimoniano un rapporto sempre più solido tra risparmiatori e consulenza, orientato verso una pianificazione patrimoniale di medio-lungo periodo.

Fondi obbligazionari ancora protagonisti

Nel comparto del risparmio gestito, la distribuzione diretta di quote di fondi comuni ha generato flussi netti per 1,8 miliardi di euro, con una netta prevalenza dei fondi di diritto estero (1,6 miliardi), mentre i fondi di diritto italiano hanno raccolto 174 milioni. Tra le diverse categorie di fondi si conferma la preferenza degli investitori per gli obbligazionari, che hanno registrato una raccolta netta di 819 milioni di euro. Seguono i fondi azionari con 370 milioni e quelli flessibili con 222 milioni. In positivo anche i fondi bilanciati (71 milioni) e monetari (61 milioni).

Le gestioni patrimoniali individuali hanno raccolto 436 milioni di euro, grazie soprattutto alle gestioni patrimoniali mobiliari (302 milioni). I prodotti assicurativi e previdenziali hanno invece registrato flussi netti pari a 1 miliardo di euro, in calo del 9,9% rispetto a un anno fa, con le polizze unit linked che rappresentano la componente principale, grazie a premi netti per 824 milioni.
Un dato significativo riguarda il contributo delle reti all’industria del risparmio gestito. A maggio la distribuzione diretta e indiretta di quote di OICR aperti ha generato afflussi per 2,8 miliardi di euro, mentre gli altri canali distributivi hanno registrato complessivamente deflussi per 5,2 miliardi. Da gennaio il contributo delle reti raggiunge così 11,4 miliardi, consentendo all’industria dei fondi aperti di chiudere i primi cinque mesi dell’anno con un saldo positivo di 4,3 miliardi.

Risparmio amministrato trainato da ETF e titoli di Stato

Anche il comparto del risparmio amministrato ha evidenziato una raccolta diffusa tra le diverse tipologie di strumenti finanziari. I maggiori afflussi hanno riguardato gli ETF (818 milioni di euro) e i titoli di Stato (809 milioni), seguiti dai certificate (265 milioni) e dagli strumenti del mercato monetario (219 milioni).
Positivo anche il bilancio delle obbligazioni corporate, con flussi netti per 55 milioni di euro, mentre le azioni sono risultate l’unica categoria in territorio negativo, registrando deflussi per 98 milioni.