Daniele Chicca pagina 142
Lo dicono i dati e i flussi della bilancia dei pagamenti Target2 della Banca d’Italia: pesano incertezze sul futuro dell’Italia nell’area euro e credibilità del governo.
I mercati italiani sono ‘on fire‘: le parole rassicuranti del ministro dell’Economia sul futuro dell’Italia all’interno dell’area della moneta unica stanno dando la carica a bancari e titoli di Stato. Complice l’allentamento delle tensioni politiche, lo Spread tra Btp e Bund si è ristretto e così titoli come UniCredit e Intesa Sanpaolo guadagnano tra il
n chief strategist rispettato a Wall Street, Jim Paulsen di Leuthold Group, ha elencato sei validi motivi per stare attenti a un’eventuale shock economico inaspettato.
I rendimenti dei Bond decennali italiani stanno subendo il calo più marcato in sei anni e le banche salgono: è l’effetto delle parole rassicuranti del ministro dell’Economia sull’euro.
Per capire quando si allenterà la morsa della speculazione, non bisogna perdere d’occhi l’andamento dei BTp. I titoli da comprare e da vendere in Borsa nella settimana più importante dell’anno.
Ai fondi speculativi non piacciono l’idea equivalente a una moneta parallela (mini-Bot) e i rischi di declassamento del rating: non scommettono su addio all’euro, ma preferiscono lucrare sull’Italia.
Dopo che l’Argentina ha ottenuto un prestito da 50 miliardi di dollari dal Fondo Monetario Internazionale, il peso – la valuta nazionale – contrariamente alle attese è scivolato ai nuovi minimi. Si tratta della linea creditizia più consistente mai concessa dal fondo.L’andamento negativo si spiega guardando quali sono state le ultime mosse di politica monetaria.
Spread con i Bund a 280 punti base: l’obbligazionario paga le incertezze per le prossime politiche del governo italiano e la discesa dei tassi dei Treasury.
Governo Conte firmerebbe per avere disoccupazione al 7,8% e crescita del Pil del 3%: misure attuate dai socialisti a Lisbona hanno punti in comune con il contratto di governo. Ma ci vuole del tempo.
In ottica euro dollaro, sul breve termine le novità su commercio, politica monetaria e fattori più tecnici dovrebbero favorire la moneta unica, secondo Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte Sim. Le percezioni tra le due sponde dell’oceano sono opposte: a una BCE con un po’ più di fretta a fuoriuscire dal QE si contrappone