Euro a breve può puntare quota $1,20, ma alla lunga il dollaro si rifarà sotto

7 Giugno 2018, di Daniele Chicca

In ottica euro dollaro, sul breve termine le novità su commercio, politica monetaria e fattori più tecnici dovrebbero favorire la moneta unica, secondo Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte Sim. Le percezioni tra le due sponde dell’oceano sono opposte: a una BCE con un po’ più di fretta a fuoriuscire dal QE si contrappone una Fed invece molto morbida e graduale. Un altro elemento che dovrebbe penalizzare il dollaro e premiare l’euro è legato ai crescenti timori sul commercio (e quindi sulla crescita) mondiale, “derivanti dalla minacciata guerra commerciale da parte di Donald Trump (con negoziati in corso anche con la Cina oltre che con Canada, Messico e Ue)”.

“Una crescita in rallentamento indurrebbe a maggior ragione ad ipotizzare una Fed molto morbida nel processo di rialzo dei tassi le possibili prese di profitto dopo una fase di apprezzamento del dollaro che va avanti in modo quasi ininterrotto da metà aprile”. Il risultato di tutto ciò potrebbe tradursi in un “recupero dell’euro nell’arco delle prossime settimane”, con il cross euro dollaro che potrebbe spingersi almeno fino a quota $1,20, stando alle stime dell’analista, che precisa come “non si tratterebbe però del trend primario dal momento che nella seconda parte dell’anno altri fattori potrebbero far riprendere il sentiero di apprezzamento del dollaro“.