Borsa Milano: profondo rosso, Londra ai minimi di tre anni

14 Dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

MILANO (WSI) – Altro che rally di Natale. Il concetto espresso dagli analisti è che prima della fine dell’anno bisognerà farsi un’abitudine ai cali odierni. Borsa Milano chiude in territorio ampiamente negativo, ai livelli più bassi da agosto, mentre alcuni dei principali indici d’Europa hanno testato i minimi di tre anni. Londra per esempio ha perso l’1,3% a quota 5.874,06, il punteggio più basso da dicembre 2012. Dopo aver visto azzerati i guadagni riportati nella prima parte della mattinata, il mercato azionario italiano è caduto anch’esso vittima della pioggia di vendite che avevano già colpito i mercati emergenti e quelli asiatici. Si è poi riscontrata un’accelerazione ribassista nel finale.

È fuga degli investitori dagli asset più rischiosi, in vista della riunione della Federal Reserve. Il Fomc, il suo braccio di politica monetaria della Fed, si riunirà domani 15 dicembre, e annuncerà la decisione sui tassi dopodomani, il 16 dicembre. Quasi scontata la decisione, che dovrebbe decretare il primo rialzo dei tassi Usa dal 2006, ovvero in quasi 10 anni.  I trader ritengono che ci sia una probabilità del 74% dell’adozione di una politica monetaria restrittiva da parte di Janet Yellen & Company.

Ma il problema è il momento delicato in cui verrà dato il la al ciclo di rialzi del costo del denaro. La Cina sta rallentando e le autorità sembrano aver perso il controllo della situazione. Il petrolio è in caduta libera: la diga si è rotta dopo che l’Opec ha deciso di non ridurre i livelli di produzione, anzi di alzarli per tenere conto del ritorno dell’Indonesia nel cartello dei maggiori esportatori della materia prima. Intanto il bond ad alto rendimento sono caduti vittima di un selloff e al momento in Usa rendono il 17% di media, una percentuale che non si è vista nemmeno all’apice della crisi del debito in Eurozona.

Sul mercato valutario, il cambio euro/dollaro rialza la testa, con la moneta unica che supera la soglia di $1,10.  Dollaro in calo, mentre salgono le valute e gli indici legati al petrolio, sulla scia del recupero dei prezzi del contratto WTI, scambiato sul Nymex.

I prezzi del petrolio WTI hanno recuperato terreno, mentre le quotazioni del Brent rimangono sotto pressione, ma smorzano i cali dopo perdite fino a -4%. Al momento cedono il 2% circa. Così dice David Hufton, del broker PVM, ha commentato il mercato, al Financial Times:

“Si torna a respirare l’odore di paura nell’aria”.

Secondo l’analista il fatto che l’Opec non abbia abbassato la soglia di barili prodotti continuerà a trascinare al ribasso i prezzi dell’oro nero per un po’ di tempo. “La diga è venuta giù e i prezzi sono in caduta libera, con conseguenze devastanti”.

A New York, sul mercato Nymex, è stata bucata per un momento al ribasso anche la soglia dei $35 al barile, al nuovo minimo in sette anni, mentre il Brent Crude è crollato fino a quota $36,42, avvicinadosi al minimo di $36,20 testato ai tempi della crisi finanziaria, alla fine di dicembre del 2008.

A Piazza Affari attenzione alle banche, dopo i pesanti smobilizzi che hanno colpito il settore la scorsa settimana, sulla scia del timore di una grave crisi di fiducia sul settore, dopo le perdite sofferte da azioni e obbligazioni con il decreto salva banche. I titoli bancari sono ancora sotto pressione. 

Occhio all’azionario delle economie emergenti.  L’indice di riferimento MSCI Emerging Markets Index è sceso per la nona sessione consecutiva, soffrendo la fase ribassista più duratura dallo scorso giugno, e scivolando ai minimi dal 2009. Il listino ha perso -20% nel corso del 2015 e si avvia a riportare la perdita, su base annua, più forte dal 2011. Al momento è scambiato a un valore che corrisponde a 10,7 volte gli utili stimati a 12 mesi. l’MSCI World Index, indice di riferimento dell’azionario globale, è sceso nello stesso arco di tempo -4,5% ed è scambiato a un multiplo di 15,4-

Sell off anche sui mercati asiatici, con l’ASX di Sidney che cede -2%, sfonda al ribasso la soglia di 5.000 punti, e precipita ai minimi del 2015. Bene Shanghai, mentre Tokyo arretra -1,80%.

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Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 20159:36

Borsa Milano apre positiva, indice Ftse Mib sfida l’ondata ribassista che ha colpito gli altri mercati emergenti, e segna un rialzo +0,78%, a 21.179,64. Rimangono tuttavia sotto pressione i titoli bancari, con Mps -0,50%, Bper -0,76%, BPM -0,07%, bene invece BP +0,67%, Intesa SanPaolo piatta, Ubi Banca -0,17%, Unicredit -0,10%. Tra i titoli di altri settori, Cnh Industrial -0,46%, FCA -0,32%, Saipem -0,80%, Stm -1,13%, Telecom Italia +1,91%, bene i titoli del lusso, Moncler oltre +1%. 

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 20159:41

Recupero per l’azionario europeo dopo i forti sell off di venerd’ scorso, che hanno portato i principali indici a segnare un tonfo -2% circa. In particolare, l’indice Ftse 100 della Borsa di Londra riconquista quota 6.000. dec14europe1new

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 20159:46

Così Tony Cross, analista di mercato presso Trustnei Direct: “Dunque, si apre l’ultima piena settimana di trading del 2015 e – almeno per ora – i trader sembrano ansiosi di tentare di lasciarsi alle spalle il recente sentiment negativo”. Cross sottolinea inoltre che gli investitori potrebbero vedere il rialzo dei tassi Usa alla stregua di una buona notizia (anche se ciò non è stato per i mercati emergenti), in quanto ciò è indicativo del fatto che le autorità di politica monetaria della Fed ritengono che l’economia Usa sia abbastanza solida da reggere un contesto di politica monetaria più restrittiva.

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 201510:05

Decisamente negativa la performance dei mercati asiatici. Tokyo -1,80%, Hong Kong -0,72%, Sidney -2,01%, Seoul -1,07%. In controtendenza la borsa di Shanghai, che sale +2,52%. Focus sulla borsa di Sidney, che ha chiuso al minimo dell’anno, penalizzata dai bancari come Commonwealth Bank, WEstpac, NAB e ANZ (di fatto le quattro principali banche australiane) e dai colossi minerari Rio Tinto e BHP Billiton.  Molto male i produttori di minerale di ferro, dopo che le quotazioni della materia prima sono scivolate a $37, portando il tonfo da inizio anno a -46%.  Fiducia invece a Shanghai, grazie anche alle dichiarazioni del Ca Foreign Exchange Trade System (CFETS), divisione della banca centrale cinese, che ha reso noto che lo yuan potrà rimanere stabile nel medio-lungo periodo. 

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 201510:06

Focus sulla performance della borsa di Dubai che oscilla al minimo in due anni. 

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 201510:10

Alert sul trend dei bond junk, o spazzatura. L’indice stilato da BofA-Merrill Lynch – che comprende bond con rating CCC o inferiori – ha visto il proprio rendimento schizzare al 17,24%. Il valore dei bond è al minimo dall’estate del 2009. 

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 201511:02

Tra le valute dei mercati emergenti, occhio al rand sudafricano, che sale +5% sulla scia della notizia della nomina da parte del premier Jacob Zuma del nuovo ministro delle finanze (il terzo in una settimana), Pravin Gordhan. La scorsa settimana, Zuma ha licenziato Nhlanhla Nene e nominato David van Rooyen. La sostituzione non è stata accolta con favore dai mercati, come ha dimostrato il tonfo del rand. Zuma avrebbe dunque cambiato idea scegliendo Gordhan, già ministro delle finanze. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 201511:56

Ilya Spivak, strategist del mercato valutario presso DailyFX, afferma che i trader “si stanno riposizionando” in attesa del meeting della Fed di mercoledì. “I mercati valutari stanno ritracciando all’inizio di questa settimana. Il franco svizzero, l’euro, la sterlina britannica e lo yen stanno puntando verso il basso dopo aver outperformato lo scorso venerdì, mentre i dollari australiano e canadese sono in recupero, dopo essersi confermati tra le valute più deboli nello stesso arco temporale”. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 201511:57

Buone notizie dal fronte macroeconomico europeo. Pubblicata la produzione industriale dell’Eurozona, salita +0,6% su base mensile e +1,9% su base annua. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 201512:29

Alert petrolio, i contratti WTI scambiati a New York bucano al ribasso anche la soglia di $35 al barile, a $34,99, nuovo minimo in quasi sette anni. E’ la prima volta che l’importante livello psicologico viene sfondato dal febbraio del 2009. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 201513:25

Sotto pressione anche le quotazioni del Brent, che si avvicinano sempre di più ai minimi testati nel 2009. Il nuovo sell off sul petrolio è scatenato da indiscrezioni secondo cui l’Iran starebbe aumentando l’offerta, preparandosi al ritiro delle sanzioni. Aumentano così i timori su un ulteriore eccesso di offerta sul mercato. Brent crude over the last decade

Daniele Chicca 14 Dicembre 201514:46

L’allarme sui mercati viene da due fronti: il selloff senza precedenti dei bond spazzatura e il già citato crollo del petrolio, sceso ai minimi post crisi. Il Brent è vicino ai minimi da dicembre 2008. “L’anno sta volgendo al termine su una nota negativa. Si torna a respirare l’odore di paura nell’aria”, ha dichiarato al Financial Times David Hufton del broker PVM. 

Secondo l’analista il fatto che l’Opec non abbia abbassato la soglia di barili prodotti continuerà a trascinare al ribasso i prezzi dell’oro nero per un po’ di tempo. “La diga è venuta giù e i prezzi sono in caduta libera, con conseguenze devastanti”. Il settore energetico è in calo di circa un punto e mezzo percentuale.

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 201516:36

L’indice Ftse Mib accelera al ribasso e cede -1,47% a 20.706,01 punti. Smobilizzi sulle banche: Mps -2,91%, Bper -0,98%, BPM -0,64%, BP -1,51%, Intesa SanPaolo -0,60%, Unicredit -2,07%, Ubi Banca in controtendenza con +1,29%. Tra i titoli di altri settori molto male Buzzi Unicem -3,69%, Enel -1,75%, Eni -2,20%, FCA -4,09%, Stm -3,56%, 

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 201516:39

L’accelerazione ribassista dell’indice Ftse Mib va di pari passo con l’apprezzamento dell’euro, che supera la soglia di $1,10, con +0,42% a $1,1032. Dollaro/yen -0,26% a JPY 120,70, nonostante le speculazioni su un imminente rialzo dei tassi da parte della Fed, che dovrebbe essere annunciato dopodomani, mercoledì 16 dicembre. 

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 201516:43

Dopo essere scesi sotto la soglia di $35 al barile per la prima volta dal 2009, i futures sul petrolio WTI salgono +0,22% a $35,70; ancora sotto pressione il Brent, con -1,77% a $37,26. Tonfo sul Nymex del gas naturale, -5,98%.  Oro -0,39% a $1,070,62. 

Laura Naka Antonelli 14 Dicembre 201516:44

Crollo sul Nymex delle quotazioni di gas naturale. 

Daniele Chicca 14 Dicembre 201517:58

Il Ftse MIB ha chiuso in forte ribasso, del 2,42% a 20.506,56 punti. È chiaro che a dominare le attività di trading sono il crollo dei prezzi del petrolio e l’avvicinarsi del rialzo dei tassi della Fed, il primo dal 2006. A pagare dazio in Borsa sono i titoli energetici e dunque i cali maggiori li fanno segnare le piazze maggiormente legate all’andamento dell’industria petrolifera, come il FTSE 100 londinese che ha perso l’1,3% toccando i minimi di tre anni. L’indice di riferimento del continente, l’Eurostoxx 50, ha ceduto il 2%.

Il rapporto tra prezzi del greggio e Ftse non è mai stato così forte come ora e con il petrolio che ha rotto nuovi livelli al ribasso realizzando record negativi pluriennali, “non è affatto un buon segno per i titoli azionari”, sintetizza Joshua Mahony, analista di IG. “L’influenza positiva dei dati cinesi è stata completamente dimenticata ormai e invece ora la sensazione è che i mercati si stiano preparando al rialzo dei tassi della Fed“. Bisognerà abituarsi a questi cali, che in settimana rischiano di essere il “new normal”. Anche perché ci sono 1.100 miliardi di dollari di contratti in scadenza sul mercato delle opzioni.

Daniele Chicca 14 Dicembre 201518:12

A Piazza Affari molto male le banche e il settore oil. Tra i singoli Pininfarina chiude in ribasso del 68,8% a 1,31 euro, con i titoli che si avvicinano al valore dell’Opa lanciata Mahindra. Per effettuare la scalata Mahindra comprerà il 76,063% in mano a Pincar e rileverà il capitale restante al prezzo di 1,1 euro per azione.

Daniele Chicca 14 Dicembre 201518:14

A Piazza Affari molto male le banche e il settore oil. Tra i singoli FCA ha perso il 5,05%, MPS il 4,15%. Pininfarina chiude in ribasso del 68,8% a 1,31 euro, con i titoli che si avvicinano al valore dell’Opa lanciata Mahindra. Per effettuare la scalata Mahindra comprerà il 76,063% in mano a Pincar e rileverà il capitale restante al prezzo di 1,1 euro per azione.

Daniele Chicca 14 Dicembre 201518:15

A Piazza Affari molto male le banche e il settore oil. Tra i singoli FCA ha perso il 5,05%, MPS il 4,15%; Pininfarina chiude in ribasso del 68,8% a 1,31 euro, con i titoli che si avvicinano al valore dell’Opa lanciata Mahindra. Per effettuare la scalata Mahindra comprerà il 76,063% in mano a Pincar e rileverà il capitale restante al prezzo di 1,1 euro per azione.