Vietato affondare. Metamorfosi: “il nuovo sistema bancario italiano”

21 Settembre 2016, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street Italia presenta la seconda puntata dalla ricerca del lettore Alberto Branchetti, che ha dato già validi contributi in passato con articoli attinenti alle questioni spinose del debito pubblico e delle banche.

Prima puntata: Banche italiane svendute a Wall Street. Fondo Atlante inadeguato

Branchetti propone soluzioni concrete e anche una metamorfosi, un cambio di forma mentis della finanza italiana. Nel commentare gli ultimi sviluppi in atto, fa notare che:

“La soluzione prospettata per Mps non sarà praticabile perchè Atlante 1 e 2 sono divenute delle bad bank senza avere gli strumenti e la struttura per esserlo. Atlante 1 e 2 non hanno quello che serve per svolgere il loro lavoro, e cioè i soldi, e non li avranno mai perchè il governo non può versarli e le altre banche non hanno interesse a buttare via milioni di euro. L’interesse delle grandi banche adesso può essere solo di acquistare MPS al minor prezzo possibile dopo il bail-in, ovvero, come la chiamo io, una procedura di concordato preventivo. Forse riusciranno nel salvataggio soltanto per motivi politici e io lo spero sinceramente, fosse altro per tutti i piccoli risparmiatori che perderebbero tutto. Quindi? Quindi rimane la forza e la determinazione del sistema bancario stesso di modificarsi da solo se non vorrà nei prossimi anni (in particolare 2018-19-20 l’entrata in vigore di Basilea 2 e 3) essere letteralmente assorbito da sistemi bancari internazionali“.

Continua Branchetti:

“Per questo, ho pensato che il sistema bancario italiano come tutte le aziende, dato che ha enormi possibilità dettate dalla gestione del risparmio nazionale, possa investire nel suo futuro consolidandosi ed espandendosi sui mercati europei ed internazionali. Il difficile oggi per noi italiani è avere una visione diversa della vita, positiva e meno egoista, riacquistare una coscienza personale e collettiva, comprendere che dobbiamo lavorare per l’oggi, ma anche e soprattutto per il domani, capire che dobbiamo rinunciare a qualcosa tutti, se vogliamo migliorare la vita sacrosanta di chi non ha nulla o poco più di nulla. In fondo tutti i nostri avi, a partire dai Sumeri, non avevano nulla, e possiamo parlare di progresso sociale soltanto se tale progresso è di tutti e per tutti, altrimenti parliamo di progresso dei singoli, che non si chiama progresso e non si chiama capitalismo, che di per sè stesso è positivo, ma si chiama sfruttamento economico – sociale“.

Analisi di Alberto Branchetti

La globalizzazione e la crisi economica hanno reso necessari cambiamenti nella gestione delle imprese artigianali, industriali e commerciali. I sistemi bancari europei ed in particolare quello italiano non potranno sottrarsi in nessun modo a queste “mutazioni”. Si renderà necessaria una profonda ristrutturazione degli istituti bancari, l’utilizzo di nuovi sistemi tecnologici, l’offerta di nuovi prodotti, l’accesso ad un parco clienti più vasto, sia per la raccolta che per l’impiego. La “strada” ovvia ed immediata della “fusione” tra le banche non potrà essere la soluzione al problema; potrà esserlo nell’immediato, ma senza nuovi progetti di sviluppo industriale il futuro per le banche non sarà cosi “brillante”.

Dovremo iniziare a guardare alle nostre banche non come ad aziende che “assistono” lo sviluppo del mercato reale e finanziario, bensì come ad imprese che, grazie alla loro professionalità e capacità, potrebbero sviluppare l’operatività sui mercati europei e internazionali.

Una delle possibili “proposte” a medio e lungo termine per costruire un sistema bancario solido e innovativo, necessario allo sviluppo economico e sociale potrebbe essere:

La costituzione di una holding

(gli importi descritti sono puramente indicativi, suscettibili di modifiche e variazioni).

Risulterebbe necessario costruire una holding (BANK GROUP HOLDING S.p.A.) con un capitale sociale di 10 miliardi di euro, composto dalla partecipazione di 15/20 istituti bancari italiani individuati tra quelli con la migliore capitalizzazione e i più alti margini operativi. (Intesa – Unicredit – Cassa Risparmio di Bologna – Banca Carige – BNL – Cassa Risparmio di Biella e V, Cassa Risp. Parma e Piacenza, Cassa Rispamio di Firenze – Banco Popolare – Cassa Risparmio del Veneto, Cassa Risparmio di Asti, Nuova Banca delle Marche, Cassa Risparmio del Friuli Venezia Giulia, Mediobanca, Mediolanum, Unipol Banca, Fineco Bank, UBI Banca, Banca Generali, Credem, Banca Popolare di Sondrio, Bper e BPM).

La BANK GROUP HOLDING S.p.A. dovrebbe costituire una holding operante nel settore finanziario

Costituzione di holding EURO GOLD INVESTMENT S.p.A.

Avrebbe un capitale sociale di 10 miliardi di euro, formato da:

  • BANK GROUP HOLDING SPA: 10 miliardi.
  • E tendere a un aumento di capitale da 8 miliardi di euro. A tal proposito sarebbe positivo che l’aumento di capitale venisse sottoscritto da banche di livello internazionale (Citigroup, Goldman Sachs, JP Morgan, ICBC, Wells Fargo, HSBC).

Schema operativo

  • Quotazione alla borsa di New York
  • Aumento di capitale sociale di 8 miliardi di euro
  • Emissione obbligazioni per un valore di 7 miliardi di euro, di cui 3 miliardi convertibili.
  • Accesso a finanziamenti Bce per 5 miliardi di euro.
  • Apertura di uffici in Europa, Asia, Africa, Stati Uniti
  • Raccolta del credito sui mercati europei e internazionali.
  • Finanziamenti a grandi imprese
  • Finanziamenti a progetti di investimento e sviluppo statali europei e internazionali
  • Assistenza allo sviluppo di imprese italiane per progetti industriali su mercati italiani, europei ed internazionali.
  • Acquisto bond italiani, europei ed internazionali
  • Acquisto di oro.
  • Acquisizione pacchetti azionari di imprese industriali e commerciali di rilevanza nazionale e internazionale.
  • Emissione di fondi di investimento.
  • Creazione delle banche regionali italiane

La missione

La EURO GOLD INVESTMENT S.p.A. è una holding che opera sui mercati finanziari, industriali e commerciali internazionali, con particolare riguardo allo sviluppo economico-sociale italiano. Promuove la “penetrazione” delle imprese italiane sui mercati internazionali. Partecipa ai piani di investimento pubblico di stati europei e internazionali. Crea fondi di investimento e li colloca sui mercati internazionali.

Costituzione di banche regionali

Ho ritenuto di progettare un sistema costituito da 7 banche regionali, “accorpando” alcune Regioni per dare più forza ai nuovi soggetti economici. (gli importi descritti sono puramente indicativi, suscettibili di modifiche e variazioni).

  • BANCA DEL NORD OVEST – Piemonte – Val D’aosta – Liguria. Capitale sociale EGI 2 MLD di euro; quotazione in Borsa a Piazza Affari; aumento di capitale sociale 0.500 miliardi di euro; Emissione di obbligazioni 1,5 miliardi di euro
  • NORD BANCA – Lombardia – Emilia Romagna. Capitale sociale EGI 7 MLD di euro. Quotazione in Borsa a Piazza Affari Aumento di capitale sociale 2 miliardi di euro. Emissione di obbligazioni 4 miliardi di euro
  • BANCA DEL NORD EST – Trentino A. A. – Friuli V. G. – Veneto. Capitale sociale EGI 3 MLD di euro. Quotazione in Borsa a Piazza Affari. Aumento di capitale sociale 1 miliardo di euro. Emissione di obbligazioni 2miliardi di euro
  • BANCA CENTRALE – Toscana – Sardegna – Marche – Umbria. Capitale sociale EGI 4 MLD di euro. Quotazione in Borsa a Piazza Affari. Aumento di capitale sociale 1 miliardo di euro. Emissione di obbligazioni 2 miliardi di euro
  • BANCA CENTRO SUD – Lazio – Abruzzo – Molise. Capitale sociale EGI 4 MLD di euro. Quotazione in Borsa a Piazza Affari. Aumento di capitale sociale 1 miliardo di euro. Emissione di obbligazioni 2 miliardi di euro
  • BANCA SUD EST – Puglia – Campania – Basilicata. Capitale sociale EGI 3 MLD di euro. Quotazione in Borsa a Piazza Affari. Aumento di capitale sociale 1 miliardo di euro. Emissione di obbligazioni 2 miliardi di euro
  • SUD BANCA – Calabria – Sicilia. Capitale sociale EGI 2 MLD di euro. Quotazione in Borsa a Piazza Affari. Aumento di capitale sociale 0.500 miliardi di euro. Emissione di obbligazioni 1,5 miliardi di euro

Schema operativo

  • Operatività Regionale
  • Intervento sui crediti deteriorati
  • Acquisizione di Istituti di Credito
  • Acquisto di pacchetti azionari e quote degli Istituti di Credito Italiani
  • Partecipazione allo sviluppo degli Istituti Bancari Italiani
  • Assistenza allo sviluppo delle imprese Italiane
  • Acquisto bond regionali
  • Assistenza a progetti di sviluppo e investimenti Regionali e Nazionali.
  • Acquisto bond  statali.
  • Emissione Obbligazioni a medio e lungo termine
  • Investimenti nelle Università per progetti di sviluppo e innovazione
  • Emissione fondi di investimento
  • Sviluppo e utilizzo di tecniche innovative per la gestione del credito
  • Finanziamenti per aziende innovative nel settore internet, robotica, medicina e eco sostenibilità
  • Finanziamenti per lo sviluppo di aziende agricole
  • Nuovo ufficio per lo sviluppo economico e l’innovazione. I giovani che vogliono creare un’impresa, e gli imprenditori che vogliono far crescere la loro azienda spesso non hanno le dovute conoscenze e informazioni per agire. Potrebbe essere istituita una nuova figura, il consulente per lo sviluppo economico, che dovrebbe essere in grado di conoscere le tecniche di marketing, di sviluppo e innovazione, l’utilizzo dei big data e di Internet, nonché i metodi di accesso ai finanziamenti europei per collaborare allo sviluppo delle imprese.

Punti di forza del sistema Regionale

    • Capitalizzazione
    • Nessun credito deteriorato esistente
    • Innovazione e tecnologie impiegate.
    • Quotazione in borsa
    • Restrizioni operative per investimenti in prodotti finanziari ad alto rischio

Sintesi

La costituzione dell’EURO GOLD INVESTMENT S.p.A. si rende necessaria per creare un nuovo soggetto finanziario italiano che operi a livello internazionale. Il lavoro delle banche regionali, oltre ad operare sul territorio nazionale, è diretto anche a “purificare” il sistema bancario dalle sofferenze, rendendolo solido e affidabile.

Le banche dovranno provvedere a trasferire il 50% delle sofferenze a società specializzate nella gestione NPL,(Fortress, Cerberus, Park Street, Apollo, Blakstone, KKR).

Possiamo prevedere che tali aziende “paghino” mediamente circa il 10% dei crediti acquisiti (crediti che dovranno essere certificati da società specializzate).

Contestualmente alla cessione delle sofferenze agli istituti specializzati, le banche che lo riterranno utile o necessario provvederanno ad un aumento di capitale.

Le banche regionali sottoscriveranno il 100% degli aumenti di capitale (azioni o quote).

Questo studio potrà essere facilmente “criticato” per i molti aspetti che prende in esame e per le “modalità d’azione”, rimarranno comunque le “criticità” che dovranno essere affrontate e risolte con “meccanismi innovativi”.

Soltanto la volontà e la forza di intraprendere strade nuove cambierà il nostro futuro.