Banche italiane svendute a Wall Street? “Fondo Atlante inadeguato”

14 Settembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Guardando al caso Mps, ma non solo, il ricercatore e lettore di Wall Street Italia Alberto Branchetti analizza le condizioni in cui versa sistema bancario italiano.

Fino a che punto il sistema è malato? Le sofferenze che ingolfano i bilanci degli istituti di credito sono un tumore così difficile da asportare? Non si sta rischiando, nel tentare di tamponare il problema dei crediti deteriorati, di creare alla fine una enorme bad bank? Il Fondo Atlante potrà davvero fornire soluzioni concrete? Un’analisi molto dettagliata, comprensiva di dati ufficiali, di grafici e di commenti. Un’analisi che Wall Street Italia pubblica a puntate.

Analisi di Alberto Branchetti

I sistemi bancari sono meccanismi complessi; oggi si scrive e si parla molto di quello ttaliano che risulterebbe essere in crisi. La mia ricerca si basa sui dati di Bankitalia, Cassa Depositi e Prestiti e ABI, e rileva alcune criticità del sistema bancario italiano cercando “soluzioni” innovative a medio e lungo termine.

Recentemente la Corte di Giustizia Europea si è pronunciata contro il ricorso promosso della Slovenia, affermando che gli aiuti di Stato a banche in dissesto finanziario possono essere esercitati ma solo dopo l’attuazione della procedura bail-in, che prevede l’azzeramento del capitale degli azionisti e obbligazionisti subordinati e l’utilizzo dei depositi oltre 100.000 euro. Per il salvataggio del MPS con i suoi 10 miliardi netti di sofferenze, (come ben descritto nell’articolo di Alessandro Graziani sul Sole 24 Ore), il Fondo Atlante risulterebbe “inadeguato”, rendendo necessario l’intervento di banche di livello Internazionale come Citigroup e Jp Morgan.

Addirittura si utilizzerebbe la cartolarizzazione (con i meccanismi di una bad bank), collocando “pacchetti” di crediti che successivamente potrebbero creare perdite agli investitori ove non si realizzasse l’incasso previsto.

Si palesa anche la possibilità che Atlante possa acquistare le sofferenze di MPS (10 miliardi, per l’appunto), valutandole il 30%, ( dunque solo 3 miliardi), dimenticandosi che la valutazione delle sofferenze deve essere delegata ad un ente esterno alla Banca che le certifichi e le suddivida in Senior – Junior – Mezzanine. Con questa ipotetica operazione il fondo Atlante nei fatti diverrebbe una bad bank vera e propria e “acquisirebbe problemi” di difficile soluzione, come ha dimostrato la bad bank costituita in Spagna.

Questo complicato meccanismo servirebbe soltanto per salvare MPS e i suoi 10 miliardi di sofferenze. Pertanto, si rileva l’impossibilità del sistema bancario di risolvere i problemi con le sue sole forze ed emerge l’inadeguatezza del fondo Atlante a non “sopportare” finanziariamente neppure questa singola operazione.

I Quesiti

  • Come sarà possibile intervenire su 190 miliardi di sofferenze? Certamente, come molti hanno osservato, non si rende necessario un intervento immediato in tal senso, ma Basilea 3, le cui regole “restrittive” che entreranno in vigore nel 2016/17/18, metterà i “conti” davanti alla porta delle banche.
  • Le sofferenze “indeboliscono” le nostre banche limitando anche l’erogazione del credito
  • La capitalizzazione delle banche ha subito perdite miliardarie dal -14.66% di Banca Mediolanum, -34.51% di Mediobanca, Intesa S. Paolo con – 45.25%, Carige -77.56% fino al -81.7% del MPS.

Analisi principali criticità del sistema bancario italiano

  • Eccessivo numero di Istituti Bancari nr. 641 con 30.064 sportelli di cui S.p.A soltanto 167 con 19.616 sportelli. (B. POP. 31 con 5773 sportelli, Banche Cred. Coop 359 con 4421 sportelli)
  • Eccessivi crediti deteriorati
  •  Istituti bancari “sottodimensionati” (molti a carattere Provinciale)
  • Impossibilità di aumentare la raccolta
  • Mancata quotazione o impossibilità di quotarsi in Borsa
  • Mancanza di piani di sviluppo
  • Alti costi di gestione
  • Diminuzione margini operativi
  • Impossibilità di alienare i crediti deteriorati per la necessità di non rilevare perdite nei bilanci che “eroderebbero” il capitale sociale.
  • Limitazione oggettiva di concessione del credito in relazione alle nuove regole previste da Basilea 3 – 2016-17-18.

Crediti deteriorati, dati Bankitalia marzo 2016 (in milioni di euro)

  • Impieghi: 1.857.219
  • Depositi: 1.433.788
  • Inadempienze probabili: 125.181
  • Finanziamenti scaduti: 11.943
  • Sofferenze: 196.032

Sofferenze suddivise per finanziamenti erogati (milioni di euro)

NOTE: da questa tabella si comprende che le sofferenze da 250 euro a 125.000 euro sono 21.345 milioni di euro. Le sofferenze da 125.000 euro fino a 1 milione di euro sono 49.506 milioni. Le sofferenze da 1 milione di euro fino a oltre 25 milioni di euro sono 112.372 milioni. Quindi possiamo affermare, che oltre il 50% delle sofferenze è determinato dal mancato pagamento da parte di imprese che hanno avuto finanziamenti da oltre 1 milione di euro.

 

 

 

NOTE: le maggiori sofferenze si collocano in Lombardia e  Veneto. Per motivi di varia natura sarebbero necessari approfondimenti in merito alle sofferenze rilevate nel Lazio, Campania, Puglia e Sicilia.

(Fine prima puntata)