Vertice Roma: altro che collasso, Ue si sta rafforzando

27 Marzo 2017, di Alessandra Caparello

Dopo la Brexit da più parti si parla ormai di un’Unione europea sull’orlo del collasso ma per alcuni così non è, anzi sta andando tutto secondo i piani di chi ha progettato il superstato, l’eurocrazia. A dirlo il banchiere privato Giuseppe Cirillo dal blog Hescaton, in cui elenca i punti a supporto della sua visione.

In primo luogo la Brexit che è vista come qualcosa di favorevole alla stessa I’Ue. E questo perché?

Perché ha eliminato l’unico stato da sempre reticente alla cessione di maggiore sovranità nazionale e che quindi avrebbe sicuramente messo il veto a qualsiasi processo necessario di incremento dei poteri di Bruxelles.

A seguire l’elezione del nuovo presidente Donald Trump che ha dato un’accelerazione alla centralizzazione europea o meglio alla nascita di un esercito europeo che a sua volta porterà alla creazione di un Ministero della Difesa europeo, un passo importantissimo nella marcia verso il superstato europeo, l’Eurocrazia.

“Il nuovo presidente americano non è particolarmente vicino agli eurocrati e soprattutto ha chiaramente fatto capire, che la protezione militare americana sull’Europa sta per finire e che quindi gli stati europei devono incrementare le proprie spese militari se ci tengono alla propria sicurezza”.

Infine la crisi economica è vista come un’occasione per cedere maggiore sovranità all’Europa.

“Gli stati meridionali, ma non solo, continuano ad essere soffocati dai debiti e perdura una condizione di crescita debole e depressione economica e morale. Questo non è assolutamente un male per gli eurocrati, anzi è un’occasione per farli cedere”.

Le prossimi elezioni in Francia, Germania e anche Italia non creeranno particolari scossoni.

“Il piano, la lunga marcia dell’Eurocrazia, procede nella sua strada, chi spera in un ritorno agli stati nazionali, a mio avviso si sta solo illudendo. Certamente questa Europa unita nel nome delle banche e della finanza non piace a nessuno, ma non saranno i nazionalismi a farla fallire. Auspico invece che possa nascere un movimento antisistema e riformatore a livello europeo, solo se i popoli europei si solleveranno uniti e prenderanno coscienza insieme c’è possibilità di cambiamento”.