Petrolio pagina 161
Il produttore di petrolio maggiore dell’Europa occidentale si allinea alle politiche monetarie dei paesi vicini. Ma Svezia e Danimarca hanno tagliato sotto lo zero.
Secondo gli analisti persiste ancora un eccesso di offerta, che rende impossibile prevedere il raggiungimento di un equilibrio con la domanda.
Misura largamente attesa. L’andamento del rublo impedisce alla banca centrale di apportare riduzioni ancora più drastiche.
Allarme Grecia. Tassi BTP decennali in crescita al 2,2%. Euro riagguanta e supera quota $1,12.
La mossa record, per far fronte all’aumento della domanda, conferma strategia Opec volta a continuare a mantenere ferma la sua quota di mercato.
Bund rende più dell’1%, nel finale i tassi fanno dietrofront. Euro sopra $1,13. Unicredit snobba il taglio del rating di S&P.
Gazprom ha fissato in yuan tutte le operazioni di vendite di crude alla Cina. E Pechino ormai snobba i produttori dell’Opec. I GRAFICI CHE SPAVENTANO GLI USA
In rosso i principali listini tranne Atene, che balza dopo che il governo ha presentato nuove proposte ai creditori. Dax -12% da record aprile.
Il listino tedesco ha ceduto -10% dal record testato lo scorso 10 aprile. Bancari sotto pressione a Piazza Affari, bene Saipem.
Presente anche l’Iran. Il business del gas di scisto potrebbe aprire una frattura interno del cartello.