Borsa Milano -2%, poi riduce perdite. Spread +14%. Titoli bancari greci -50% da dicembre

12 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Netto peggioramento per l’azionario europeo, totalmente Grecia-dipendente. Azzerati i guadagni dell’indice di riferimento Stoxx Europe 600. Nel finale, però il Ftse Mib, che aveva perso fino a -2%, dimezza le perdite e scende -1% circa.

Sullo sfondo, le indiscrezioni secondo cui non solo la Germania (nonostante le smentite e le frasi ripetute automaticamente: “Vogliamo che la Grecia resti nell’euro), ma l’intera Eurozona si starebbe preparando al peggio. “Non se ne può più – ha commentato Erik Nielsen, responsabile economista globale presso Unicredit, in un’intervista a Bloomberg – Non hanno mai visto qualcosa di così ridicolo, detto francamente, da parte di un paese debitore”.

Dopo quattro mesi di frasi fatte, di sorrisi diplomatici, di strette di mano, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha detto chiaramente che il premier greco Alexis Tsipras deve muoversi.

L’Fmi ha lasciato ieri il tavolo dei negoziati, e gli investitori non sono rassicurati dalle dichiarazioni del numero uno della Commissione europea, Jean Claude Juncker, che afferma che a suo avviso l’Fmi non avrebbe comunque abbandonato le trattative.

Secondo altre fonti, l’Ue avrebbe lanciato un ultimatum ad Atene di meno 24 ore, per presentare proposte serie che includano anche riforme sulle pensioni e aumento dell’Iva.

Sell off sulla borsa di Atene, -6% circa, i titoli bancari greci sono scesi fino a -10%; da segnalare che i titoli bancari del paese, stando a quanto riporta Bloomberg, hanno perso -50% circa dalle prime tensioni che hanno colpito il governo precedente di Antonis Samaras, nel dicembre del 2014.

Da allora la Borsa di Atene è crollata più del 20%. Per la Grecia, la prossima data cruciale sarà la settimana prossima, il 18 giugno, in occasione della riunione dell’Eurogruppo.

Tensione sul mercato del reddito fisso, con lo spread BTP-Bund a 10 anni che si è avvicinato a 140 punti base, balzando fino a +14% circa; nel finale il differenziale ha ridotto i guadagni con +10% a 135,27 punti base. Tassi BTP decennali +3,29% al 2,20%. Tassi Bund -6% circa allo 0,85%.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib, Mps ha azzerato i rialzi, scendendo nel finale -3% circa. Passate in secondo piano le indiscrezioni rese note da MF, secondo cui alcuni fondi speculativi americani, tra cui Paulson & Co e York Capital Management potrebbero aver acquistato i titoli della banca senese. Oggi, per Mps, è l’ultimo giorno dell’operazione di aumento di capitale da 3 miliardi di euro.

Ftse Mib tinto di rosso, appesantito soprattutto dagli industriali, come Atlantia -2,4% circa, Cnh Industrial -2% circa. Bene invece Finmeccanica con +1,9% circa.

Sul valutario, l’euro scende sotto $1,12, con -0,65% a $1,1186, dopo le dichiarazioni della cancelliera tedesca Angela Merkel, che hanno lasciato intendere che la leader tedesca desidera anch’essa un euro debole. Ma poi torna a salire, +0,25% a $1,1285. Dollaro/yen -0,12% a JOY 123,24. Euro/franco svizzero -0,60% a CHF 1,0444. Euro/yen +0,09% a JPY 139,03.

Angus Campbell, analista senior presso FxPro, sottolinea che la moneta unica continua a sfidare i ribassisti e a tenere nei confronti del dollaro. Lo stesso Campbell afferma tuttavia che se la situazione rimarrà quella attuale “sarà difficile intravere un margine di rialzo sostenuto per l’euro, nell’arco delle prossime settimane”.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio -1,45% a $59,89 a New York; Brent -1,14% a $64,37 al barile. Oro +0,14% a $1.182. Argento -0,56% a $15,87.

A dispetto dei timori sulla Grecia, l’azionario asiatico ha riportato una buona performance, grazie al recupero dei bond, che erano stati interessati durante la vigilia da alcuni forti smobilizzi. E’ stata proprio la preoccupazione per il futuro di Atene a scatenare il rally dei bond, considerati asset più sicuri rispetto all’azionario.

I tassi decennali giapponesi sono scesi di quattro punti base allo 0,50%. I tassi australiani sono calati di 13 punti base, al 3,02%.

L’indice Shanghai Composite Index ha esteso i guadagni di questa settimana +2,9%. Si scommette su un intervento della Banca centrale People’s Bank of China, che potrebbe tagliare le richieste relative alle richieste che le banche devono detenere nel fine settimana.

Nella sessione odierna, il Nikkei ha chiuso in rialzo +0,12%. Hong Kong +0,42%, sotto pressione invece Sidney con -0,20%, Shanghai +0,75%, Seoul -0,22%.