Inflazione pagina 162
Il potere di acquisto degli italiani e’ sceso del 2% su anno nel primo trimestre. Come conseguenza diretta, la propensione al risparmio e’ aumentata al 9,2%. E’ quanto mostrano gli ultimi dati dell’Istat.
Potrebbe portare i tassi in una zona d’ombra da cui persino Bernanke si tiene lontano, una soglia un tempo considerata invalicabile. Gli ultimi dati sull’inflazione in Germania danno alla Bce piu’ spazio di manovra.
Per gli analisti il pericolo numero uno si chiama iperinflazione, viste le misure di allentamento monetario delle banche centrali mondiali. Ma le cose non sono cosi’ semplici. E per i mercati si prospetta…
Livello record tra le nazioni G8. Il Fmi spinge Tokyo ad alzare l’Iva che al momento è appena al 5%, per creare inflazione. Ma il debito e’ quasi tutto in mani giapponesi e il paese stampa la propria moneta.
Raccolto il 76% in meno del primo esperimento. La stampa specializzata aveva gridato troppo presto al successo. Ha pesato la concomitanza con il pagamento dell’Imu. Tasso giudicato evidentemente poco conveniente.
Faccia a faccia tra lo strategist Samy Chaar e l’economista Charles Wyplosz. Su un solo punto sono d’accordo: deve fare default. Francia e Germania condannate a collaborare: quale strada deve seguire Hollande?
“L’euro puo’ ancora essere salvato”, secondo il premio Nobel. Ma va svalutato. I leader delle maggiori potenze d’Europa devono intervenire ora. Bce e Germania si rassegnino a diversi anni di inflazione al 3-4% e oltre.
L’inflazione prosegue a un ritmo allarmante in tutta Europa. Duro colpo per i mercati. Boom del costo dei carburanti in aprile in Italia: +20,8% anno su anno, un balzo che non si vedeva dal 1996. Costo piu’ salato nel mondo industrializzato.
Altra carrellata di notizie no: nel 2011 la propensione al risparmio è al 12%. Potere d’acquisto cala dello 0,5. Lieve il calo del tasso di investimento a fine 2011. Tutti i dati dell’Istat.
Dai documenti del Tesoro non si capisce se funziona come i Btp-i o è diverso. Giornalismo plaudente: l’Italia arriva con 14 anni di ritardo rispetto alla Francia nei titoli indicizzati all’inflazione interna.