Federal Reserve pagina 97
Li ha illustrati il presidente della Federal Reserve di St.Louis, in un intervento odierno a Pechino.
Gli indici Dow Jones e S&P 500 si avviano a concludere la quarta settimana di contrattazioni in perdita, la striscia negativa più duratura dall’ottobre del 2014.
Parla il guru di Wall Street: “La mia impressione è che, in alcuni settori, l’economia stia a mala pena crescendo. I dati sulle vendite al dettaglio sono molto sospetti, così come sono sospetti i numeri sull’occupazione” Usa.
Avvio col segno meno per la Borsa Usa, che sente il peso di una serie di indicazioni macro negative. Tutto questo mentre la Fed lascia aperta la porta per un rialzo a giugno.
Dopo i verbali sono state le parole pronunciate dal presidente della Fed di New York a deprimere i rialzisti. Bill Dudley ha spiegato che un rialzo dei tassi a giugno o al massimo luglio è “possibile se i dati macro confermano l’outlook positivo” dell’economia.La politica monetaria della Federal Reserve “resta dipendente dai dati macroeconomici”, ma,
L’indice di riferimento calcolato dalla Federal Reserve di Philadelphia si e’ attestato in maggio a -1,8 dopo il -1,6 del mese precedente.
Confermati i timori degli operatori di mercato.
La Fed spaventa i mercati. Sentiment negativo, conseguenze sul valutario e sui bond sovrani dopo la diffusione delle minute e le dichiarazioni di Dudley.
Avvio in rosso per Wall Street. Fari sulla minute della Fed, che sarà diffusa alle 20 italiane.
Almeno tre esponenti della banca centrale Usa hanno ventilato la possibilità di imporre una stretta monetaria il mese prossimo. Mercato scosso dalla notizia e “terrorizzato” dai verbali.