Fed, dopo verbali è Dudley ad affossare mercati: Wall Street sui minimi

19 Maggio 2016, di Daniele Chicca

Dopo i verbali sono state le parole pronunciate dal presidente della Fed di New York a deprimere i rialzisti. Bill Dudley ha spiegato che un rialzo dei tassi a giugno o al massimo luglio è “possibile se i dati macro confermano l’outlook positivo” dell’economia.

La politica monetaria della Federal Reserve “resta dipendente dai dati macroeconomici”, ma, poiché i timori di inizio anno “sono diminuiti” e le previsioni sono per una crescita dell’economia “al di sopra dei trend con un tasso di disoccupazione in calo”, è possibile che la Banca centrale americana adotti la seconda stretta monetaria in dieci anni di tempo già dalla prossima riunione.

L’idea non è piaciuta al mercato, che ormai al primo segnale di possibile irrigidimento monetario della Fed vende a piene mani. Wall Street è scivolata ai minimi di seduta mentre la Borsa di Milano ha chiuso in calo di quasi l’1%. L’opinione di Dudley conta: è l’unico membro con diritto permanente di voto della Fed a non aver mai dissentito dalle decisioni del FOMC, il braccio di politica monetaria della Fed.