Opec pagina 37
Banca del Giappone e Fed decideranno sorti mercati a fine aprile. Ma attenzione a non vendere titoli azionari in maggio: potrebbe costare caro in autunno.
L’analisi del responsabile per il petrolio della International energy agency, Neil Atkinson.
Quotazioni sotto pressione sui mercati dopo che il ministro del Petrolio ha lanciato l’avvertimento. Mosca da parte sua “in teoria” potrebbe aumentare produzione.
In pochi giorni siamo passati dalla possibilità di un congelamento coordinato dei livelli di barili di petrolio prodotti all’eventualità di un incremento della produzione da parte di uno dei maggiori esportatori di greggio al mondo.Probabilmente innervosita dal mancato accordo al vertice di Doha, la Russia ha deciso di alzare la posta in palio dei negoziati
“I prezzi dovrebbero salire in media nel secondo e terzo trimestre del 2016 poichĂ© l’offerta dagli Stati Uniti…”
Il ministro russo dell’Energia: come fa a essere colpa dell’Iran se non era nemmeno presente ai colloqui. Sauditi, Qatar e Emirati irresponsabili.
Nessun congelamento della produzione. I prezzi del petrolio crollano fino a -7%. E ora l’outlook torna ribassista dopo le speculazioni degli ultimi giorni.
La settimana di contrattazioni inizia con le forti perdite che si sono abbattute sulla Borsa di Tokyo, che ha visto l’indice Nikkei 225 scivolare di oltre -3%, sulla scia di diversi fattori, tra cui il crollo dei prezzi del greggio, ma anche il balzo dello yen e le conseguenze dei terremoti in Giappone.
Le esportazioni di petrolio dall’Iran sono salite più di 600mila barili al giorno in questo mese: nei primi 14 giorni di aprile 28,8 milioni di barili di petrolio, più di 2 milioni di barili al giorno, sono partiti dai porti che il Paese ha nel golfo Persico. Lo indicano i tracciamenti operati da Bloomberg. A
Domenica a Doha in Qatar verrĂ discussa la possibilitĂ di varare un piano coordinato di congelamento dei livelli di produzione di barili di petrolio.