Petrolio, Iran torna sul mercato: export salgono a 2 milioni di barili al giorno
Le esportazioni di petrolio dall’Iran sono salite più di 600mila barili al giorno in questo mese: nei primi 14 giorni di aprile 28,8 milioni di barili di petrolio, più di 2 milioni di barili al giorno, sono partiti dai porti che il Paese ha nel golfo Persico. Lo indicano i tracciamenti operati da Bloomberg. A marzo i ritmi erano notevolmente inferiori: 1,45 milioni di barili al giorno. Le principali destinazioni del petrolio iraniano saranno la Cina, mentre risalgono anche i flussi diretti al Giappone.
La notizia precede di poco l’incontro che domenica avrà luogo in Qatar fra i principali Paesi produttori per concordare un congelamento dell’output di greggio; il principe Saudita Mohammed bin Salman, però, ha dichiarato che il blocco della produzione può essere possibile solo se aderirà anche l’Iran.
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L’apertura di Wall Street è stata caratterizzata da un andamento contrastato, influenzato dal calo dei titoli dei semiconduttori e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Broadcom ha registrato un significativo calo del 14% a causa di risultati trimestrali deludenti, mentre altri titoli del settore tecnologico e del petrolio hanno subito variazioni negative.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, ha firmato un Memorandum of Understanding con Magellan Aerospace Corporation per valutare nuove opportunità di cooperazione industriale nel settore della difesa subacquea in Canada. L’intesa, siglata in occasione di CANSEC 2026 a Ottawa, punta a rafforzare le capacità canadesi nel comparto underwater, con particolare attenzione ai siluri pesanti […]
Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.