Giappone pagina 96
Parla il guru di Wall Street. Cautela verso Wall Street, Giappone e Europa dopo i recenti cali? Nessun problema: “guardate altrove”, ottime valutazioni in…
I mercati hanno scommesso troppo sulla capacitĂ del nuovo governo di Abe di cambiare la situazione. Il rapporto debito/pil potrebbe schizzare sopra al 300%. Grazie allo tsunami di liquiditĂ .
Mentre l’Europa cerca di pagare l’energia al prezzo piĂą alto possibile, Abe lavora per il ripristino del nucleare. Nella foto, il premier in versione Superman. L’opinione di Alessadro Fugnoli, Kairos
Il Giappone da oltre 20 anni è in recessione, il nuovo premier Abe sta adottando politiche monetarie coraggiose. Ma sono sostenibili? Analizziamo il problema.
Su ordine degli Usa, con la ‘Abenomics’ il dollaro si è artificialmente apprezzato rispetto alla valuta giapponese e meno verso le altre. Linea rossa a 110 yen, di Matthias Chang
Mentre la Francia entra in recessione e l’Italia assiste a una contrazione mai vista nella storia, dall’altra parte del mondo la droga del denaro facile rimette in modo l’economia.
Ottimizzare e consolidare, in sĂ©, sono due cose positive. Tutti vorrebbero di piĂą dell’una e dell’altra, ma non tutti realizzano subito il conflitto tra loro. I mercati possono salire ancora. L’opinione di Alessandro Fugnoli di Kairos.
Dopo una seduta a due velocitĂ , la Borsa prende forza nel finale e chiude con tutti gli indici in rialzo. Oro torna sopra 1.400 dollari l’oncia. Male i dati sulle vendite delle case a marzo. In compenso il G20 benedice le misure espansive del Giappone.
Lo dice il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni. A suo avviso il differenziale tra BTP e Bund tedeschi a 10 anni “è ancora troppo alto”. Tra le ragioni, il problema della crisi economica. Squinzi (Confindustria): “Italia ingovernabile”.
Negli scorsi dieci mesi il rialzo, come sempre accade, ha lentamente intossicato i mercati. I prossimi mesi saranno piĂą incerti e sobri. Le obbligazioni, dati molte volte per finiti in questi quattro anni passati, hanno ancora un avvenire. L’opinione di Alessandro Fugnoli, Kairos