“Rischio Armageddon in Giappone”. Scoppio bolla?

5 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Una nuova parola entra a far parte del vocabolario dei mercati finanziari. A coniarla è Alex Friedmann, responsabile investimenti globali di UBS Wealth Management. Riferendosi al nome del premier giapponese Shinzo Abe, nasce così, in contrapposizione all’Abenomics, ovvero all’insieme di misure straordinarie che Abe ha lanciato nel paese da quando il suo esecutivo si è insediato lo scorso autunno, la parola Abegeddon.

Il Giappone rischia di vedere andare in frantumi tutte le aspettative che hanno accompagnato la nascita di questo governo: che fin dall’inizio, ha iniettato, così come l’hanno definito alcuni – un’espressione non proprio politically correct visti i disastri naturali a cui il Giappone è predisposto – uno tsunami di liquidità.

Ora, secondo l’esperto di UBS, il paese rischia la stagflazione, ovvero quella situazione caratterizzata da basso tasso di crescita e alta inflazione. E’ possibile dunque che il Giappone ottenga quello che vuole, ovvero l’inflazione. Ma in un contesto privo di crescita.

“E’ possibile intravedere uno scenario di stagflazione, dove c’è inflazione nei prezzi degli asset ma assenza di crescita reale”, ha detto Friedman, intervistato dal canale televisivo Cnbc.

In una situazione del genere, il rapporto debito/pil potrebbe schizzare sopra al 300% rispetto al 226% attuale, e i tassi sui bond decennali volare al 5%, rispetto agli attuali 0,86%.

“Tale situazione danneggerebbe in modo significativo il sistema finanziario”, ha aggiunto l’esperto.

“Dobbiamo ridurre le nostre aspettative riguardo all’Abenomics – ha detto Ayako Sera, strategist presso Sumitomo Mitsui Trust Bank – Le iniziative (presentate da Shinzo Abe) non sono affatto rilevanti. La direzione è quella giusta, ma i commenti sono tutti rivolti al lungo termine. Sembra che ci si stia muovendo troppo lentamente”.

Il piano di riforme presentato da Shinzo Abe non ha convinto i mercati: risultato, indici azionari Nikkei e Topix hanno puntato di nuovo con decisione verso il basso, con il Nikkei che ha ceduto quasi -4%. Il Topix viaggia a un valore -14% rispetto al record in quasi cinque anni testato lo scorso 22 maggio. Rimane ancora in crescita +30% da inizio anno.

La domanda che non fa dormire gli investitori, visti i continui cali della Borsa di Tokyo, è la seguente: la bolla è scoppiata? Sicuramente, avendo perso più del 10% dai massimi recentemente testati, il Nikkei è entrato in una fase di correzione.

Il bilancio rimane comunque ancora molto – per molti troppo – positivo. L’indice ha fatto +44% negli ultimi sei mesi, a fronte di uno yen che nello stesso arco temporale si è deprezzato del 22%. Per la prima volta, l’indice dei prezzi al consumo, importante termometro dell’economia, è comunque salito a maggio. Ma senza crescita, l’inflazione creerà solo stagflazione. Non un grande progresso.