Wall Street, rimbalzo riuscito

22 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo una seduta a due velocità, Wall Street prende forza nel finale e chiude in rialzo. Il Dow guadagna lo 0,13% a 14.567 punti, il Nasdaq fa +0,87% a 3,234 punti mentre lo S&P500 segna un rialzo dello 0,50% a 1.563 punti. A sostenere il mercato è stata la notizia che dal G20 e’ arrivata la tacita approvazione delle misure di rilancio straordinarie varate in Giappone. Intanto la Bce ha aperto a un’eventuale riduzione dei tassi di interessi, gia’ ai minimi storici. La pubblicazione di alcuni dati macro insieme a trimestrali deludenti hanno frenato il rimbalzo.

Il petrolio ha chiuso in aumento di 75 centesimi a 88,76 dollari il barile. Nel frattempo i titoli di Stato americani restano misti con il rendimento dei bond a 10 anni, benchmark del settore, in calo all’1,7% mentre quello dei bond a 30 anni sale a 2,88%. Sui mercati valutari, l’euro e’ in aumento a 1,3079 dollari e il biglietto verde arretra a 99,39 yen.

Per la terza seduta consecutiva sale prezzo dell’oro. Il future con scadenza giugno ha guadagnato al Comex l’1,8% a 1.421,20 dollari. Molti investitori hanno acquistato scommettendo che il rimbalzo possa continuare dopo le forti perdite della scorsa settimana.

I fari del mercato restano sempre puntati sulla nuova carrellata di trimestrali. Deludenti i numeri di Caterpiller, che ha comunicato utili a 1,31 dollari per azione a fronte di ricavi per 13,2 miliardi. Si tratta di numeri inferiori alle attese del mercato che puntavano rispettivamente su 1,36 dollari e 13,8 miliardi di dollari. Il titolo in chiusura ha comunque guadagnato il 2,8% dopo aver annunciato che riacquisterà nel corrente trimestre propri titoli per 1 miliardo di dollari. Tra gli altri, in calendario oggi anche il bilancio di Netflix.

Val la pena ricordare, tuttavia, che come sottolineano gli strategist di Wall Street, l’azionario Usa viene dalla peggiore prova settimanale da mesi, con il morale affossato proprio dai risultati societari poco convincenti e dai segnali di un rallentamento della ripresa in Usa e Cina. Senza contare la paura che la Germania perda il massimo giudizio sulla qualita’ del credito.

Notizie poco confortanti sul fronte macroeconomico sono intanto arrivate oggi dall’indice Fed di Chicago da cui è emerso che, nel mese di marzo, l’economia degli Stati Uniti ha viaggiato al di sotto del suo potenziale: l’indice è passato a -0,23 dai +0,76 punti di febbraio. Da segnalare che lo zero è la linea di demarcazione tra valori di crescita al di sotto del trend medio di crescita e valori superiori. Non solo. A peggiorare il clima, ci hanno pensato i dati sul settore immobiliare. Nel mese di marzo, le vendita di case esistenti degli Stati Uniti sono scese dello 0,6% a un tasso annuo di 4,92 milioni di unità. Gli analisti erano per un rialzo a 5,01 milioni dai 4,95 milioni di febbraio (dato rivisto dai 4,98 milioni precedentemente resi noti).