Germania pagina 198
“Bundesbank non entri nel nostro dibattito politico”. “Per il premier italiano la fotografia dell’Europa è il volto della noia e ci dice anche cosa dobbiamo fare”, aveva protestato Jens Weidmann, presidente della Banca Centrale di Germania.
“Anche i tedeschi devono fare i compiti a casa”. “Non ha senso che Berlino abbia un attivo della bilancia commerciale enorme, una crescita modesta e inflazione zero”.
Perdita di slancio delle imprese dell’area in giugno. La Germania ha segnato un rallentamento e la Francia un nuovo calo.
Gli equilibri di potere stanno velocemente cambiando. Gli Stati Uniti non sono più al centro del mondo e spuntano nuove inaspettate alleanze.
Schaeuble: “fremo di tutto” perchè rimanga dopo lo scontro sulla nomina di Juncker. “Mai sentito Renzi chiedere più flessibilità”.
A giugno per Berlino indice dei prezzi al consumo più alto delle stime. Ecco cosa significa se la Germania batte la deflazione: forse niente bazooka Bce (QE Europa).
L’elasticità è un errore, secondo l’europarlamentare tedesco del PPE, il partito di quello che sarà il nuovo presidente della Commissione Ue, Juncker.
Contrarre nuovo debito sarebbe deleterio. Gli fa eco la Bundesbank: “Dubbi su sostenibilità finanze provocherebbero shock enormi”.
Tonfo dell’attività manifatturiera a Parigi. Tiene la Germania. Dalla “periferia” i dati migliori dal 2007, ma comunque bassi: merito della Bce.
Tobias Piller, noto come “perfetto fustigatore degli sprechi italici”.