Germania: “impensabile uscita del Regno Unito dall’Ue”

30 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – Un’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea è “impensabile”.

E’ quanto ha detto al Financial Times il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, assicurando che Berlino farà tutto il possibile per garantire che Londra rimanga nell’Unione dopo lo scontro sulla nomina di Jean-Claude Juncker alla guida delle prossima Commissione europea.

Per Schauble, l’Ue senza la Gran Bretagna sarebbe “assolutamente inaccettabile”. “Storicamente, politicamente, democraticamente, culturalmente, la Gran Bretagna è assolutamente indispensabile per l’Europa”, ha sottolineato uno dei più stretti alleati del cancelliere tedesco Angela Merkel.

Alla domanda se l’Ue sia stata danneggiata dallo scontro su Juncker, Schauble ha risposto: “La democrazia comporta sempre discussioni e l’integrazione europea è uno sviluppo che è visto in maniera diversa nei diversi Stati membri. Ma sono abbastanza fiducioso sul futuro dell’Ue”.

Schaeuble dice di non aver mai sentito “il premier italiano e neppure nessun altro” chiedere più flessibilità nel Patto europeo di stabilità e di crescita, nel nome di una veloce ripresa economica.

È il modo con cui ha dribblato una domanda sulla posizione dell’Italia e di altri Paesi del Sud Europa e conferma il suo ruolo di strenuo difensore di una rigida disciplina fiscale. Una posizione, suggerisce la domanda dell’Ft, che rischia di essere indebolita dalla richiesta di maggiore flessibilità avanzata dai leader dei Paesi dell’Europea meridionale, compreso il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi.

“In Europa non ho sentito questa richiesta, nè dal premier italiano nè da altri…”, ha risposto Schaeuble, “abbiamo tutti concordato sul fatto che una crescita sostenibile richiede riforme strutturali e parametri istituzionali sostenibili, operativi, stabili”.

“Come ho sempre detto – ha aggiunto – non dobbiamo discutere di modifiche, ma fare quanto scritto nelle regole. Dobbiamo fare quanto concordato. Dobbiamo applicarlo. Il problema in Europa non sono le regole, ma la loro applicazione, qualche volta”.
(TMNews)