Renzi: «L’Europa è dei cittadini e non dei banchieri né tedeschi né italiani»

4 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Se si riferiva alle polemiche con qualche banchiere tedesco, credo che il compito della Bundesbank non sia quello di partecipare al dibattito politico italiano. Io rispetto il lavoro della Bundesbank, quando vuole parlare con noi è benvenuta ma il presupposto è che l’Europa è dei cittadini e non dei banchieri né tedeschi né italiani”. Lo afferma il premier Matteo Renzi, al termine dell’incontro con Josè Manuel Barroso a Villa Madama.

“Io non ho visto polemiche con politici tedeschi e il comunicato del portavoce del governo di Berlino conferma quello che sappiamo benissimo e cioè che non c’è nessuna polemica con il governo tedesco sulla gestione della flessibilità e della stabilità”. Lo afferma il premier, Matteo Renzi. “Noi crediamo – aggiunge – che insieme si debbano condividere le regole che ci siamo dati: in Europa c’è un patto di stabilità e crescita, non solo di stabilità. Io ho vinto le elezioni dicendo che il problema non è la Germania ma l’Italia e che dobbiamo fare riforme a casa nostra”. (TmNews)

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[ARTICLEIMAGE] ”Non c’e’ differenza fra Italia e Germania. Remiamo nella stessa direzione”. Lo ha detto Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sulle affermazioni di Manfred Weber (capogruppo Ppe) che non ha voluto commentare, sostenendo di poter parlare solo per il governo tedesco. Seibert ha sottolineato di vedere cosi’ il risultato del vertice Ue.

”Il presidente della Bundesbank parla a nome di una banca che agisce in modo indipendente e dunque non commento le sue dichiarazioni”. Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel Steffen Seibert, a Berlino in conferenza stampa. La posizione del governo tedesco è già stata espressa più volte, ha spiegato Seibert

“Non c’è una crisi diplomatica” con la Germania, ma una “discussione politica”, anche con altri paesi, su come “interpretare il patto di stabilità”. Così il ministro degli Esteri Federica Mogherini a Radio Capital. L’Italia “sta esercitando un peso europeo nuovo, che apre interessanti possibilità”. L’importante è avere un “filo diretto” con Berlino. Gli fa eco il ministro Padoan: “Non c’è nessun problema con la Germania. Ieri ho avuto un lungo colloquio con il mio amico Schaeuble. Non c’è nessun problema”.

“C’è un filo diretto tra Italia e Germania, tra me ed il ministro degli Esteri Steinmeier e tra Matteo e Angela Merkel”, ha aggiunto la Mogherini, aggiungendo che “bisogna uscire dall’idea di un’Italia e dei Paesi del sud Europa contro quelli del Nord”, perché “abbiamo obiettivi comuni”, quindi “si tratta di capire come condividere questa volontà” e trovare “strumenti concreti” per uscire dalla crisi e rilanciare l’economia europea.

Ieri e’ esploso il malumore tedesco nei confronti del presidente del Consiglio Matteo Renzi, reduce dal duro scontro a Strasburgo con i ‘falchi’ del rigore.

”Il premier italiano Matteo Renzi dice che la fotografia dell’Europa è il volto della noia e ci dice anche cosa dobbiamo fare”, ha detto infatti il presidente della Bundesbank a Berlino Jens Weidmann, intervenendo alla giornata del consiglio economico della Cdu. Weidmann ha ribadito nel suo discorso che fare più debiti “non è il presupposto della crescita”.

Una ‘predica’ che a Roma non hanno gradito per nulla. “Se la Bundesbank pensa di farci paura forse ha sbagliato paese. Sicuramente, ha sbagliato governo”. E’ quanto sottolineano fonti di Palazzo Chigi.

A vestire – insolitamente – i panni del pontiere è il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. ”Si scrive che noi vogliamo un’Europa tedesca, ma noi non vogliamo un’Europa tedesca, vogliamo un’Europa forte”, ha detto Schaeuble a Berlino parlando al convegno della Cdu. Schaeuble ha anche ribadito che la Germania non starebbe certo meglio senza l’euro, e che bisogna dunque tenere conto degli equilibri politici generali.

”Bisogna attenersi a quello che è stato concordato”, ha poi sottolineato. ”Ho parlato con il mio collega italiano Pier Carlo Padoan martedì e il tema che abbiamo affrontato era come si può migliorare l’implementazione in alcuni paesi”. Quindi un affondo che non sembra ammettere repliche.

”Rifiuto il tema della flessibilità. Abbiamo bisogno di crescita questo si’, e di investimenti”. Schaeuble ha ribadito che i 6 miliardi messi a disposizione per il lavoro nell’eurozona non sono stati utilizzati. (ANSA)