Eurozona, la ripresa che non c’è

3 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

BRUXELLES (WSI) – Si conferma la lieve perdita di slancio delle imprese di Eurolandia a giugno: l’indice dei responsabili degli approvvigionamenti si è attestato a 52,8 punti dai 53,5 punti di maggio.

Il risultato, elaborato dalla società di ricerche Markit Economics resta comunque superiore ai 50 punti, soglia limite tra crescita e recessione. La Germania ha segnato un rallentamento e la Francia un nuovo calo.

Oggi il quadro è stato completato con i dati relativi alle imprese del terziario, e in questo caso le aziende italiane hanno mostrato uno sviluppo positivo, in controtendenza rispetto al quadro di generale moderazione: il relativo Purchasing managers’ index è salito a 53,9 punti a giugno, dai 51,6 di maggio.

Secondo Phil Smith, economista di Markit il terziario italiano ha raggiunto il miglior risultato degli ultimi quattro anni. E “il forte aumento dei nuovi ordini fa ben sperare che questa tendenza verrà mantenuta nei prossimi mesi”, afferma in un comunicato. Permangono però tagli occupazionali che “offuscano questa immagine positiva” anche se “le aziende campione pare abbiano rivalutato le loro posizioni conseguentemente all’aumentato carico di lavoro”.

Si conferma nel frattempo la generale frenata delle economie avanzate a inizio 2014, con i consumi interni che secondo l’Ocse hanno rappresentato il principale motore di crescita. Il Pil dell’area Ocse ha segnato un più 0,2 per cento nel primo trimestre, riporta l’organizzazione parigina, dopo il più 0,5 per cento di fine 2013. Italia e Stati uniti sono gli unici due paesi ad aver registrato flessioni del Pil rispettivamente dello 0,1 e dello 0,7 per cento.

VENDITE AL DETTAGLIO FERME
Il commercio al dettaglio nella zona euro a maggio è rimasto stabile rispetto ad aprile, mentre è aumentato di 0,7% rispetto al 2013. Lo comunica Eurostat. Nella Ue28 invece a maggio si registra un lieve calo (-0,1%), mentre su base annua è salito dell’1,2%. Gli aumenti maggiori in Portogallo (+2,9%), Romania (+1,9%) e Malta (+1,6%), i cali più accentuati in Lettonia (-3%), Slovenia (-2,9%) ed Estonia (-1,5%). Per l’Italia non ci sono dati disponibili.

Consumi fermi nell’area euro ad aprile, dopo il calo registrato a marzo. Secondo Eurostat le vendite del commercio al dettaglio non hanno segnato variazioni rispetto al mese precedente, mentre su base annua la crescita si è più che dimezzata allo 0,7 per cento, dal più 1,8 per cento di marzo. Un segnale di debolezza nel mercato interno mentre oggi è tornata a riunirsi il Consiglio direttivo della Bce, che a inizio giugno ha varato nuove misure per contrastare la debolezza dell’inflazione. Oggi però gli analisti non prevedono altri provvedimenti di rilievo.
(TMNews-ANSA)