Cina pagina 180
In Italia focus sul settore delle popolari e le sofferenze bancarie. Altrove l’attenzione è su banche centrali, elezioni Usa, frenata Cina, petrolio e Panama Papers.
Una fuga di capitali a livelli “monstre” negli ultimi cinque anni. Investitori scappano a gambe levate dagli emergenti. In Europa meno tasse sul lavoro. Ancora spazi per riforme strutturali.
“La volatilità relativa alla Cina è destinata a permanere”, così si legge in una ricerca redatta dall’agenzia di rating Standard & Poor’s dedicata ai rischi finanziari dell’area asiatica. Anche se i mercati si sono calmati negli ultimi tempi, S&P ritiene che i progressi operati dal Dragone sulla strada delle riforme strutturali siano stati ancora lenti;
Greggio getta ombre sui mercati. Rialzisti convinti che parole accomodanti delle colombe della Fed siano sufficienti a sostenere i listini da qui fino a fine anno.
Euro: braccio di ferro con il dollaro. Petrolio in calo: Brent sotto $40. Investitori riducono esposizione agli asset rischiosi come l’azionario. Focus sul lavoro Usa.
La compagnia cinese Anbang si ritira dalla corsa con la rivale Marriott per il controllo della catena alberghiera Starwood
L’indice Pmi manifatturiero si è riportato a 50,2 punti dai 49,0 del mese precedente, sopra le attese degli economisti che erano per un indice a 49,3.
Standard & Poor’s ha tagliato l’outlook del rating sul credito per la Cina e Hong Kong, mossa che potrebbe prefigurare un abbassamento del rating dei due emittenti da AA- e AAA, rispettivamente. A motivare il deterioramento delle previsioni sono i crescenti rischi per l’economia e per la stabilità finanziaria. La previsione per la crescita cinese
Outlook declassato a negativo anche per Hong Kong. Allarme agenzia di rating alimenterĂ turbolenze sui mercati. Proprio oggi grande banca ha fatto default.
Il default di Guosen Securities è il primo in 20 anni di tempo per un’azienda a controllo statale. Crea un pericoloso precedente.