Borsa Milano: sell pesanti, buca 18.000. Euro ritraccia da $1,14

1 Aprile 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – Dopo il peggior trimestre dal 2011 per l’azionario europeo (per lo Stoxx 50 una perdita del -10%), anche la prima seduta del nuovo periodo è decisamente negativa. Alla fine della giornata di contrattazioni, il Ftse Mib cede -1,88%, a 17.776,84 punti.

Male le banche, che non sono tuttavia oggi il settore peggiore. Pesanti le perdite per energetici e industriali come ENI -3,53%, FCA -5%, Cnh Industrial -4,27%, Saipem -2,27% Tra le note positive del Ftse Mib, Anima Holding +2,57% e Azimut Holding +3,11%, Yoox +0,37%.  Tornando al comparto bancario, Mps -0,70%, Bper -0,10%, BPM -1,87%, molto male Banco Popolare con -4,71%; Intesa SanPaolo -2,55%, Unicredit -2,21%, Mediobanca -0,87%.

L’andamento è in sintonia con i cali giornalieri visti in Asia. A Wall Street nel mese di marzo si sono visti ribassi, ma marzo è risultato il miglior mese da ottobre 2015. Per il Dow Jones è stata anche la reazione più positiva su base trimestrale dal 1933. Anche per l’oro è stato un trimestre da dimenticare, con il metallo che ha registrato un balzo del 16,5%, il più sostenuto in 30 anni di tempo.

A gravare sui corsi azionari al momento sono il tonfo delle banche dell’area più debole d’Europa, come l’Italia, e i cali dei prezzi del petrolio, con il future sul Brent schiacciato sotto i 40 dollari al barile, e più in generale delle materie prime. Sono fattori che inducono gli investitori a ridurre l’esposizione agli asset più rischiosi. Alla fine delle contrattazioni a Piazza Affari, il Brent cedeva -4,22%, a $38,63 al barile, mentre il contratto WTI -3,78%, a $36,89. Calo anche per le quotazioni dell’oro, -1,57%, a $1.213,37.

Sul valutario , occhio ai movimenti dell’euro che in giornata è balzato oltre la soglia di $1,14, prima di riportarsi al di sotto, attorno a quota $1,1370 circa, dopo la pubblicazione, dal fronte macroeconomico Usa, del report occupazionale.

Sempre tra le valute, da segnalare comunque che il dollaro cede nei confronti dello yen, viaggiando in area JPY 112, mentre forte è il tonfo della sterlina, che cede oltre -1% sul dollaro, nei pressi di $1,42. Lo yen è acquistato anche contro l’euro, che viaggia attorno a JPY 127,60 circa, a conferma del fatto che gli investitori si allontanano dagli asset rischiosi. La valuta giapponese è infatti considerata una valuta rifugio.

In Europa sono usciti i dati sui Pmi di marzo. L’indice dell’area euro ha registrato un miglioramento sia rispetto alla rilevazione flash che rispetto al mese precedente.

In Cina ha sorpreso in positivo il dato sull’indice manifatturiero, che si è espanso per la prima volta in nove mesi, risalendo sopra quota 50 punti base, linea di demarcazione tra fase di contrazione (valori al di sotto) e fase di espansione (valori al di sopra) . L’indice Pmi della seconda economia al mondo è salito dai 49 di febbraio ai 50,2 di marzo, un livello che non si vedeva da agosto. L’azionario cinese ha comunque fatto i conti con il declassamento a negativo dell’outlook creditizio da parte di Standard & Poor’s.

L’indice composito di Shanghai ha chiuso in rialzo dello 0,14%, mentre Hong Kong ha perso l’1,34%. Shanghai ha visto un aumento dell’1,01% del valore in settimana. Il paniere composito Hang Seng è invece sceso di 277,78 punti a 20.498,92 nel corso dello stesso periodo.

Sempre in Asia molto male la Borsa di Tokyo. Un sondaggio di Tankan ha alimentato i timori che le politiche della Abeconomics stiano perdendo vigore. Il rafforzamento dello yen potrebbe compromettere gli utili trimestrali delle aziende esportatrici. I mercati hanno perso terreno dopo che il sondaggio sulle aziende nipponiche ha mostrato un calo della fiducia più netto delle previsioni il mese scorso. Il Nikkei ha chiuso in calo del 3,55%.

 

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Daniele Chicca 1 Aprile 20168:53

I futures sui principali indici delle Borse europee rimangono saldamente in territorio negativo quando mancano meno di dieci minuti all’avvio degli scambi. Intanto sul reddito fisso si segnala un nuovo record minimo per i rendimenti dei bond giapponesi. Il taso sul titolo a 30 anni ha toccato lo 0,415%: sono i minimi di sempre.

Daniele Chicca 1 Aprile 20169:09

L’indice paneuropeo Stoxx600 ha aperto in calo di un punto percentuale. Complice l’andamento negativo delle banche (-1,7%, vedi grafico sotto), il listino italiano accusa un ribasso dell’1,28% in avvio. Tutti i settori sono in rosso. L’indice settoriale bancario europeo è in calo del -22% nel 2016.

Le banche dell’area periferica come Bankia, BCP e Banco Popolare, sono quelle più tartassate dagli ordini di vendita, accusando cali di almeno il 3%.

Daniele Chicca 1 Aprile 20169:43

Thyssenkrupp si porta in vetta al paniere di riferimento Stoxx600 dopo che si è venuto a sapere che Tata si prepara ad acquistare una quota della sua divisione europea dell’acciaio. L’indiscrezione è dei media tedeschi, secondo cui i colloqui sono in una fase avanzata. Anche i rivali come Arcelormittal traggano giovamento dalle voci.

Daniele Chicca 1 Aprile 201611:12

Dopo la pubblicazione di dati macro migliori del previsto, pur restando in ribasso, l’indice azionario milanese riconquista quota 18mila punti. Al momento il listino Ftse MIB cede il -0,42% a quota 18.040,04.

Daniele Chicca 1 Aprile 201611:13

Dopo la pubblicazione di dati macro migliori del previsto, pur restando in ribasso, l’indice azionario milanese riconquista quota 18mila punti. Al momento il listino Ftse MIB cede il -0,42% a quota 18.040,04.

Daniele Chicca 1 Aprile 201613:04

Grazie al recupero dei bancari, il Ftse MIB tiene meglio delle controparti azionarie d’Europa. Tra le blue chip in controtendenza si segnala il bel balzo di Azimut (in rialzo di oltre il +3,5%), Anima Holding, che guadagna il 2,1%, e Banca Mediolanum, che avanza dell’1,43%.

Nel settore finanziario si mettono in luce Pop Emilia Romagna e Ubi Banca (in progresso di oltre l’1,5%), mentre Pop Milano e Mediobanca sfiorano rialzi di un punto percentuale. Più cauta la seduta per Unicredit con un progresso dello 0,44%, che tuttavia riesce a fare meglio di Intesa Sanpaolo (-0,17%).

Pesante Telecom Italia che scivola in fondo al Ftse Mib con un ribasso di quasi il 3% e il segno meno precede anche Fca che arretra dell’1,62% in attesa dei dati sulle vendite di auto in Italia con riferimento al mese di marzo.

Daniele Chicca 1 Aprile 201615:09

Il petrolio viene tartassato quest’oggi dopo che l’Arabia Saudita ha detto che il congelamento coordinato dei livelli di produzione dipende dall’Iran. È risaputo che Teheran è riluttante a rinunciare alle quote di mercato appena riconquistate ora che le sanzioni economiche occidentali sono state eliminate.

Il contratto sul Brent è scivolato di più del 2% in area 39,50 dollari al barile. Tartassati anche i futures sul mercato Wti americano, che hanno visto bruciati i guadagni messi a segno fin qui nel 2016. Il contratto si posiziona sui minimi di seduta a quota 37,42 dollari.

Daniele Chicca 1 Aprile 201615:15

Il petrolio viene tartassato quest’oggi dopo che l’Arabia Saudita ha detto che il congelamento coordinato dei livelli di produzione dipende dall’Iran. È risaputo che Teheran è riluttante a rinunciare alle quote di mercato appena riconquistate ora che le sanzioni economiche occidentali sono state eliminate.

Il contratto sul Brent è scivolato di più del 2% in area 39,50 dollari al barile. Tartassati anche i futures sul mercato Wti americano, che hanno visto bruciati i guadagni messi a segno fin qui nel 2016. Il contratto si posiziona sui minimi di seduta sotto quota 37 dollari (-3,6%).

Daniele Chicca 1 Aprile 201615:23

Il petrolio viene tartassato quest’oggi dopo che l’Arabia Saudita ha detto che il congelamento coordinato dei livelli di produzione dipende dall’Iran. È risaputo che Teheran è riluttante a rinunciare alle quote di mercato appena riconquistate ora che le sanzioni economiche occidentali sono state eliminate.

Il contratto sul Brent è scivolato di più del 2% in area 39,50 dollari al barile. Tartassati anche i futures sul mercato Wti americano, che hanno visto bruciati i guadagni messi a segno fin qui nel 2016. Il contratto si posiziona sui minimi di seduta sotto quota 37 dollari (-3,6%).

Daniele Chicca 1 Aprile 201615:30

Sul valutario si segnala il gran balzo dell’euro nei confronti della sterlina. La divisa unica, che guadagna anche terreno nei confronti del dollaro nonostante il rapporto occupazionale Usa migliore delle attese su tutti i fronti, riconquista quota 0,8. Il computo è di oltre il +1% positivo.

Laura Naka Antonelli 1 Aprile 201616:27

Verso la fine della giornata, l’indice Ftse Mib soffre un calo -1,5% circa, tornando sotto quota 18.000 punti. I sell continuano a prendere di mira i titoli bancari. Sull’indice Ftse Mib, Mps -1,39%, Bper -0,38%, BPM -1,95%, male soprattutto Banco Popolare che scivola -4,55%. Tra i titoli di altri settori, bene Anima Holding +1,87% e Azimut Holding +2,81%. Male Eni -3,61%, Exor -2,73%, Cnh Industrial -4%, FCA -5,35%, Mediaset -0,33%, Telecom Italia -3,85%.

Laura Naka Antonelli 1 Aprile 201616:30

Poco mosso il rapporto spread BTP-Bund a 10 anni, che rimane ingessato poco al di sotto dei 106 punti base. I tassi sui BTP decennali cedono -1% circa all’1,20%, mentre quelli sui Bund arretrano -6,36%, allo 0,14%, a conferma della ricerca degli asset considerati più sicuri da parte degli investitori.

Laura Naka Antonelli 1 Aprile 201616:39

Peggioramento per l’azionario europeo, che con la sessione odierna inizia ufficialmente le contrattazioni del secondo trimestre, dopo aver sofferto la perdita di inizio anno peggiore dai tempi della crisi finanziaria. Nel pomeriggio l’indice di riferimento Stoxx Europe 600 è arrivato a perdere anche -2,2% a Londra, riportando il calo più forte dallo scorso 24 febbraio. Il report occupazionale degli Stati Uniti, diffuso nel primo pomeriggio, è tornato ad alimentare i timori sulle prossime manovre della Fed. I salari orari sono cresciuti in media +0,3% su base mensile, a fronte di un tasso di disoccupazione che è salito lievemente al 5%, sulla scia della maggiore partecipazione alla forza lavoro e una creazione di nuovi posti di lavoro di 215.000 unità, meglio delle attese. Le incertezze su cosa farà la Fed nei prossimi mesi stanno deteriorando il sentiment dei mercati, incerti sulle prospettive future dell’economia. L’indice Stoxx 600 è rimbalzato +14% nelle cinque settimane fino al 14 marzo, ma nel primo trimestre l’esito è sconfortante, segnato da una perdita -7,7%. Quanto è peggio, è che la volatilità rimane decisamente alta. L’indice VStoxx Index, che monitora le aspettative sulla volatilità per i titoli dell’Eurozona è balzata nel primo trimestre al record dallo scorso agosto, rispetto all’indice VIX di Wall Street. E solo oggi ha segnato un rialzo +10%.

Laura Naka Antonelli 1 Aprile 201616:45

Rendimenti sui Treasuries Usa con scadenza a breve termine in rialzo dopo la pubblicazione del report occupazionale. In particolare, i tassi sui Treasuries a due anni sono balzati di quasi +7% allo 0,767%, dallo 0,733% di ieri. Oscillazioni per i tassi dei Treasuries a 10 anni, che dopo un rialzo iniziale hanno ridotto i guadagni virando anche in rosso, fino all’1,78% dall’1,784% di giovedì, e che ora tornano a salire. Quasi invariato il tasso sui bond trentennali, che si aggira attorno al 2,6%. I prezzi dei Treasuries Usa (che come nel caso di altri bond hanno un trend inversamente proporzionale a quello dei rendimenti) sono saliti nel primo trimestre del 2016, portando i rendimenti a segnare, su base trimestrale, la flessione peggiore in quasi quattro anni.