Rosengren (Fed) lancia pericolo bolla con tassi bassi. Mercati stremati

9 Settembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Il nuovo falco della Fed Eric Rosengren – numero uno della Fed di Boston, storicamente un funzionario colomba della Banca centrale Usa – strema i mercati, già confusi dopo il mancato assist della Bce.

Wall Street accusa il colpo:il Nasdaq Composite cede -0,8% a 5.218 punti; il
Dow Jones cala di 0,5 punti, a 18.383 punti; lo S&P cede -0,7% a 2.167. Il Dow Jones arriva a perdere poi fino a 150 punti, lo S&P arretra dell’1%.

Proprio lui, che ha spesso auspicato tassi di interesse più bassi nel corso degli ultimi anni, parla di rischi che si confermano sempre di più a doppia velocità, lanciando addirittura l’alert di un surriscaldamento dell’economia Usa. Dunque, di una bolla.

Per due velocità, Rosengren intende da un lato il rallentamento dell’economia globale; dall’altro, la resistenza che la congiuntura Usa dimostra di avere, e dunque il rischio che deriva da un contesto di tassi invariati per troppo tempo.

“Se vogliamo assicurarci che il contesto rimanga di piena occupazione, è appropriato avviare un rialzo dei tassi graduale”, afferma, sottolineando che “esistono presupposti ragionevoli per continuare a portare avanti una normalizzazione graduale della politica monetaria”.

Rosengren parla di un mercato del lavoro che potrebbe ben superare la condizione di piena occupazione nel corso del prossimo anno, e di un Pil previsto in crescita a un tasso superiore al 2% nei prossimi due trimestri.