Renzi: “tasse e Canone Rai giù”. D’Alema? “E’ amore con Berlusconi”

1 Settembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Tasse, terremoto, Olimpiadi a Roma, D’Alema e la grande storia d’amore con Silvio Berlusconi, Pil, lavoro. Anche un commento sul Fertility Day e su Apple Il premier Matteo Renzi parla a tutto campo, ospite di Rtl 102,5 sulle diverse questioni che interessano l’Italia e soprattutto fa promesse. Tutto questo mentre la Repubblica anticipa le nuove manovre del governo per rilanciare il mercato del lavoro. Manovre che si sostanzierebbero nella decisione di eliminare gli incentivi alle aziende che assumono, puntando soprattutto sulla produttività.

Dal canto suo Renzi propina agli italiani la sua versione fiscale di Babbo Natale. Parla dell’intenzione del governo di abbassare ulteriormente le tasse al fine di rilanciare l’occupazione, e cita anche nuove misure sul canone Rai.

Al fine di creare occupazione,”bisogna abbassare le tasse, e noi continueremo a farlo”. Insomma, il premier promette che non ci saranno dunque tagli ai bonus fiscali, che si tradurrebbero in una crescita della pressione fiscale.

“Noi non interveniamo ad alzare le tasse, quello che già c’è rimane”, smentendo così quanto scritto da La Repubblica. Altra promessa: “Non si toccano gli 80 euro e dobbiamo ridurre ancora le tasse, abbasseremo ancora il Canone Rai per il prossimo anno. Poi sento dei politici che dicono che non bisogna abbassare le tasse: son bellini eh…”. E ancora: “l’anno prossimo porteremo l’Ires al 24% per le società di capitali, ma porteremo al 24% anche l’Iri, quella per le società di persone”, cioè l’Imposta sul Reddito Imprenditoriale. Insomma: “Faremo interventi per dare certezze anche ai giovani lavoratori autonomi”.

E ancora: “Confermeremo il super ammortamento nel 2016 e per certi versi lo estenderemo: se un imprenditore mette i soldi nella sua azienda va agevolato, e gli faremo pagare meno tasse se quelle tasse le mette nell’azienda”.

Sul nodo dell’economia italiana e sulla possibilità che le stime sul Pil possano essere riviste al rialzo (dal Mef nella giornata di domani, secondo fonti del Mef):

“Penso che ci sarà un segno positivo sul Pil perché ad esempio i servizi sono aumentati dell’1% e quindi è probabile un aumento del Pil” , se si considera l’incidenza dei servizi nel dato. Detto questo “non è lo zero virgola che fa la differenza. Il vero punto è che l’Italia sta tenendo sotto controllo il deficit. La Spagna sta facendo meglio ma fa il 5% di deficit, facile così. Se lo facessimo noi avremmo 50 miliardi all’anno da spendere, o giù di lì”.

“Il problema vero del nostro Paese è se torna ad investire nel futuro. Se riduciamo la burocrazia, semplifichiamo, cambiamo lo Stato, si rinnova il contratto ai dipendenti pubblici e contemporaneamente mandiamo a casa in 48 ore i furbetti del cartellino, stiamo cambiando l’Italia: non mi interessa se facciamo 0 o 0,1”. E comunque “i risultati strutturali della riforma del lavoro si vedranno tra qualche anno, ma non ci interessa, noi andiamo avanti passo dopo passo” senza ascoltare “i signor no che cercano di bloccare il Paese”.

Renzi non fa nulla per nascondere poi quello che pensa dei continui attacchi che arrivano dal fronte Massimo D’Alema e del suo no al referendum.

“C’è D’Alema, magari Berlusconi, che vogliono fare una Costituente. Sono 30 anni che ci raccontano la stessa storia e non fanno niente. Ma se la gente crede che nella prossima legislatura D’Alema e Berlusconi faranno la riforma della Costituzione… ci sono autorevoli deputati Cinque Stelle che credono alle sirene nel Mediterraneo o che gli americani non sono mai stati sulla linea, ci sarà chi potrà credere anche a questo”. Renzi sottolinea: “D’Alema ha diritto di esprimere la sua opinione. La riforma del 2001 fatta con tre voti di maggioranza porta la prima firma di D’Alema, oggi dice che non si può cambiare la Costituzione a maggioranza, chiedete a lui perchè ha cambiato idea”. E ancora: “Quella tra D’Alema e Berlusconi è la storia di un grande amore che va rispettata, quando c’è l’affetto bisogna rispettarlo…”.

Passando al terremoto che ha devastato il centro Italia lo scorso 24 agosto, il premier lancia un appello per uno stop alle polemiche e affronta la questione della scelta di Vasco Errani a commissario della ricostruzione:

“Ci sono opinioni diverse sulla nomina di Errani ma io ragiono con molto buon senso: questa realtà sismica ha riguardato quattro regioni, è un fazzoletto di terra ma ha riguardato quattro regioni. A fronte di queste quattro regioni noi potevamo o nominare quattro commissari per accontentare tutti o mettere uno che parla con i presidenti di Regione e coi sindaci e che abbia un`esperienza su questi temi: ecco che cosa è Vasco Errani“. Ancora: “Litighiamo sul Jobs Act, sulle riforme, litighiamo su tutto. Ma sul progetto ‘Casa Italia’, che riguarderà due generazioni, possiamo fare un grande patto nazionale? Spero che le forze politiche lo accolgano, sono sicuro che i cittadini lo accolgono” e a tal proposito “domani incontrerò il rettore del Politecnico di Milano, per coinvolgere i migliori a gestire ‘Casa Italia’”.

Non manca un appello al sindaco di Roma, Virginia Raggi, che in queste ore è alle prese con il caos della giunta, dopo aver perso sia il capo di gabinetto che l’assessore

Il premier auspica che a ottobre il sindaco di Roma Virgini Raggi firmi “la lettera” per candidare Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2024. “Se non la firma è un errore, perchè ho l’impressione che noi siamo in testa in qusto momento. Dire di no sarebbe un atto veramente molto triste per me”. Certo “la Raggi ha vinto, a lei la responsabilità di decidere: rispettiamo il volere dei citadini, e quindi tocca totalmente ai Cinque Stelle e alla sindaca Raggi. Se deciderà di sì bene, se deciderà di no vorrà dire che nel 2028 candideremo un’altra città, ma non farò mai nessun atto lesivo dell’autonomia di Roma o di altre città”. Su quanto sta accadendo in queste ore a Roma dopo le dimissioni del Capo di Gabinetto Carla Romana Ranieri e il successivo addio dell’assessore al Bilancio Marcello Minenna. “Ha vinto Raggi, a lei la repsonsabilità di governare: non apro bocca sulla sua squadra”.

Su Apple, infine, Renzi rassicura, sul rischio che dopo la batosta Ue il colosso decida di non investire più a Napoli. Renzi ricorda che “l’Italia ha avuto una querelle con Apple, e la Apple ha dovuto pagare centinaia di milioni di euro” di imposte in più”. In generale, sulla questione fiscale per i colossi del web, “è giusto che la Ue lavori per una ‘web tax’ che deve essere uguale per tutti, non è che ognuno fa come gli pare. I grandi player sanno che una soluzione va trovata”.

Snobbata del tutto, infine, la questione del Fertility Day, che ha scatenato polemiche sui social network delle ultime ore:

“Non sapevo niente di questa campagna, non l’ho neanche vista. Avevamo problemi più importanti da seguire”. Certo, la questione demografica “esiste ma vanno create le condizioni perchè ciascuno possa scegliere come e quando fare figli. Abbiamo fatto anche interventi fiscali, ma servono le condizioni strutturali. Litigare su una campagna di comunicazione, non credo sia un tema”. E comunque:

“Se vuoi creare una società che scommette sul futuro e fa figli devi creare le condizioni strutturali: gli asili nido, la conciliazione col lavoro. Le persone fanno figli se possono finalmente avere un lavoro a tempo indeterminato, investire su un mutuo, avere l’asilo nido sotto casa. Questa è la vera campagna. Non conosco nessuno dei miei amici che fa un figlio perchè vede un cartellone pubblicitario. Conosco quelli che mi dicono ‘Come faccio se non ho i nonni, se sono precario…”