Renzi: “Alfano ministro di tutto”. Lui: “ci chiede spallata a Gentiloni”

1 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Davanti a uno scoglio politico insormontabile, quello di superare la soglia di sbarramento del 5% alle prossime elezioni se passerà come sembra la proposta del sistema elettorale proporzionale tedesco, Angelino Alfano e altri membri dei partitini “cespuglio” si ribellano e minacciano di abbandonare la maggioranza di governo, che rischia di perdere i voti al Senato.

“Se sei stato 5 anni al governo, hai fatto il ministro di tutto e non prendi il 5% alle elezioni, non è che possiamo fermare tutto…”, ha detto l’ex premier Matteo Renzi durante la trasmissione Porta a Porta ieri sera, alludendo ad Alfano. “Ho come l’impressione che abbiano paura di non tornare in Parlamento…”, incalza il segretario del Pd. “Mi dispiace, ma non è accettabile il veto dei piccoli partiti“.

Il suo alleato Alfano, ministro degli Esteri ed ex capo del dicastero degli Interni, per ora non ha deciso di uscire dalla maggioranza, ma rimprovera a Renzi di aver staccato la spina a tre governi a trazione Pd: “Insulta, ma fa cadere Gentiloni o no?”. “Con Matteo ne parleremo in Parlamento la prossima legislatura, perché ho l’impressione che ci rivedremo…” ha detto il leader centrista di Alternativa Popolare in riferimento alla soglia del 5% proposta con la riforma del sistema elettorale.

“Renzi è un matricolato giocatore delle tre carte. Adesso insulta Alfano perché spera che gli tolga le castagne dal fuoco facendo cadere il governo Gentiloni. Il suo scopo vero è quello irresponsabile di provocare elezioni anticipate per ridiventare premier oltre che segretario del Pd e quindi riconquistare una sorta di potere assoluto a partire da quello di vita e di morte sui parlamentari del Pd”, commenta il presidente della Commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto.

“Infatti nello spazio di pochi giorni è passato da una proposta di legge maggioritaria, peraltro senza coalizione, ad una di stampo proporzionale che già oggi sappiamo che non darà un governo all’Italia“, chiosa Cicchitto facendo presente che il paese è diviso in tre grandi blocchi di elettorato e “a parte decine di altre modifiche dal sistema tedesco classico quello si cala su un sistema politico fondato su due partiti, mentre in Italia come minimo il sistema politico è basato su quattro. Ecco che Renzi sta dando via libera ad un sistema elettorale che già in partenza non assicura governabilità, ma che però assicura a lui e a Berlusconi, Salvini e Grillo il potere di nominare i deputati e i senatori”.

“Renzi è uno strano fenomeno. Se non ha un nemico da insultare o da rasserenare, non sta bene. D’Alema, Bersani, Letta, Cuperlo, Orlando e adesso Alfano e Gentiloni”, dice il parlamentare Sergio Pizzolante, componente della segreteria nazionale di Alternativa popolare. “In Italia più di ogni altro Paese europeo – spiega – i populisti, fra M5S e Lega, sono quasi al 50% e il problema di Renzi qual è? Alfano! E qual è il delitto commesso da Alfano? Non aver fatto cadere Gentiloni già nel mese di febbraio. E perché bisognava e bisogna far cadere Gentiloni? Perché il nostro vuole la rivincita, dopo il referendum. Perché gli è stato tolto il giocattolo del governo e adesso lo rivuole”. “È un capo che divide e si alimenta d’odio. Gli ritornerà tutto contro. Non riavrà il giocattolo. Un altro prima di Renzi aveva detto: ‘molti nemici molto onore’. Non ha fatto una bella fine”.