Bce: quegli incontri segreti con le banche durante G20

17 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

Ancora una volta incontri privati fra i membri del board della Bce e potenti istituzioni finanziarie hanno rinnovato il dubbio che, attraverso questo genere di incontri, possano essere offerte a tali operatori informazioni sensibili non ancora pubbliche al resto del mercato. In poche parole, la Bce non sta facendo niente per mettere a tacere i dubbi di insider trading.

Secondo i diari della Bce, il vice presidente Vitor Constancio e il responsabile per i mercati, Benoit Coeure, hanno incontrato Goldman Sachs, rispettivamente, il 27 e 28 febbraio a Shanghai, nel contesto del G20.
Coere avrebbe incontrato anche alti dirigenti di Credit Suisse e BlackRock, nell’arco degli stessi giorni; l’oggetto delle discussioni sarebbe stato sempre lo stesso: questioni di finanza ed economia globale.

I diari della Bce sono intesi per offrire maggiore trasparenza sulle attività dei membri del board, proprio perché alcuni precedenti “incontri a porte chiuse” avevano ispirato ben poca fiducia.

E’ il caso della conferenza che lo stesso Coeure aveva tenuto il 18 maggio 2015 a Londra, quando aveva anticipato, a una platea selezionata presso la Imperial College Business School, che nuovi stimoli monetari sarebbero arrivati di lì a poco.

Allora l’effetto “anticipato” di tale rivelazione, aveva generato un deprezzamento sensibile dell’euro proprio durante il discorso di Coeure (a inizio intervento erano le 18 a Londra, le 13 a New York). Dopo la pubblicazione del discorso, avvenuta solo l’indomani, il mercato aveva dunque scontato completamente la rivelazione, in svantaggio rispetto alla platea di illustri ospiti dell’evento privato (presenti di certo, in quanto fra i relatori della giornata, Citigroup e Generali).

Tempo prima, il solito Coeure e il membro del board Bce, Yves Mersch, avevano incontrato Ubs “il giorno precedente a un policy meeting di due giorni nel quale la banca centrale avrebbe deciso i tassi”; si sarebbe trattato della riunione svoltasi tra il 3 e il 4 settembre 2014, come riportato dal Financial Times. Francoforte allora si era difesa garantendo che in tali occasioni private “non vengono mai discusse informazioni sensibili per il mercato”.

Tuttavia, bisognerebbe fidarsi solo delle parole che provengono dalla sede della Bce; il caso infatti potrebbe diventare più chiaro se si potesse disporre delle trascrizioni di questi incontri; nel caso del 18 maggio 2015, è emerso, al contrario, che di “informazioni sensibili” ne erano state chiaramente trasmesse. Ma per quanto riguarda gli ultimi episodi di Shanghai nulla potrà fugare davvero il dubbio che il contatto col board Bce sia avvenuto nel rispetto dei diritti degli altri investitori.

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