Economia

Italia, sì Ue a flessibilità. Ma con condizioni e a rischio boomerang

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ROMA (WSI) – Una vittoria per il governo Renzi, che però potrebbe avere anche un effetto boomerang. In una lettera inviata all’Italia, il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e il commissario agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici si rivolgono al ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, scrivendo che la Commissione Ue ha reso nota l’intenzione di concedere tutta la flessibilità di bilancio richiesta, che corrisponde a 0,85 punti percentuali di PIL (14 miliardi di euro). L’Ue ha parlato anche di una flessibilità senza precedenti, che non è stata mai accordata prima a nessun altro paese.

L’approvazione della flessibilità richiesta non è ancora ufficiale, in quanto la Commissione darà il via libera nella giornata di domani ai giudizi sulle leggi di bilancio del 2016 stilate dai paesi membri dell’Ue. I giudizi saranno accompagnati inoltre da “raccomandazioni specifiche per paese”.

Detto questo, in una lettera all’Italia, l’Ue sembra orientata a fare la concessione richiesta dal ministro dell’economia Padoan, pari a 0,85 punti percentuali di Pil (14 miliardi di euro).

C’è tuttavia una condizione ben precisa: il governo deve garantire che il rapporto deficit/Pil del 2018 sia pari all’1,8%, dunque inferiore di 0,1 punti percentuali rispetto all’1,9% che la stessa Commissione aveva stimato nelle sue previsioni autunnali. Si chiede inoltre all’Italia di mantenere la clausola di salvaguardia, dunque l’aumento dell’IVA, che il governo aveva proposto a titolo di garanzia, nel caso di difficoltà a centrare i target di bilancio, e che poi ha detto di non voler rendere operativo.

Si parla di una flessibilità di bilancio concessa, distribuita in questo modo:

  •  0,5 punti percentuali di Pil per le riforme strutturali attuate dall’Italia e valutate convincenti.
  • 0,25 punti per gli investimenti produttivi
  •  il resto per tenere conto dei costi della crisi dei migranti e (0,04%) e della sicurezza (0,06%).

Lo stesso Matteo Renzi, quasi contestualmente, aveva anticipato la notizia, parlando alla firma del patto per l’Abruzzo a L’Aquila:

“Nelle prossime ore uscirà lo scambio di missive tra la commissione Ue e il ministro Padoan, che ha fatto un lavoro straordinario, e potremo vedere riconosciuto l’elemento della flessibilità che alla fine per l’Italia vale diversi soldi”.

Renzi si è espresso nuovamente sull’Unione europea:

“Nel primo anno, appena arrivato, non mi considerava nessuno, ve lo assicuro”. Nonostante ciò, ha continuato, l’Italia “è riuscita ad ottenere quello che ha ottenuto sulla flessibilità”. Il premier ha parlato nuovamente di una Ue ingessata, che “sembra vivere impaurita e paralizzata dalle tensioni”. Ancora: “bisogna fare rivivere le piazze e non avere paura di incontrare gli altri” e anche “costruire comunità e non veti e abbattere i muri”. E’ questo, ha detto Renzi, quello che “l’Italia chiede all’Europa”.

Rivolgendosi a quanto sta accadendo a livello globale:

“Sullo scenario internazionale stiamo vivendo un tempo particolarissimo: se il 25 agosto scorso nella mia visita all’Aquila mi avessero detto che alle elezioni americane si sarebbe manifestato un fenomeno come Trump non avrei scommesso un euro”. E aggiunge: “Si sta affermando il tempo della paura e non del coraggio. Anche in Europasta succedendo qualcosa di non prevedibile, infatti se mi avessero detto che alle elezioni austriache Popolari e Socialisti fossero arrivati quarto e quinti non avrei scommesso un euro”.

Riferimento anche al referendum sulle riforme.

“Il referendum è una cosa bellissima, ci hanno detto per anni che facevamo le riforme chiusi nel palazzo, noi rispetteremo il volere degli italiani ma se vincono coloro che vogliono la politica degli inciuci, bene, se la tengano”.

Tutto ciò, mentre l’Istat ha snocciolato diverse previsioni sull’economia italiana, che tengono conto delle misure contenute nel Def (Documento di economia e finanza), presentato nel mese di aprile.

Il PIL italiano è atteso in rialzo, in termini reali, a un tasso superiore rispetto a quello del 2015, prevedendo un aumento +1,1%. Dalla nota emerge che la domanda domanda interna al netto delle scorte contribuisce positivamente alla crescita per 1,3 punti percentuali, mentre la domanda estera netta e la variazione delle scorte inciderebbero in modo negativo, per un decimo di punto percentuale ciascuna. L’Istat prevede anche un recupero +2,7% degli investimenti.

Si prevede inoltre, per il 2016 una crescita del tasso di occupazione, a fronte di un calo della all’11,3% in media. Si parla tuttavia di una flessione che sarebbe da ascrivere essenzialmente al fatto che molte persone non stanno più cercando un lavoro.

Si stima che l’aumento del tasso di occupazione sia dovuto in parte agli sgravi contributivi per le nuove assunzioni, la cui intensità si è significativamente ridotta nell’anno corrente.