Hedge Fund: primo trimestre da record, mai così bene dal 2000

16 Aprile 2021, di Mariangela Tessa

Dopo un 2020 record, continua l’impennata dei guadagni degli hedge fund, che hanno chiuso i primi tre mesi dell’anno con rendimenti in rialzo del 6% tra gennaio e marzo. Una performance positiva, nonostante la maggiore volatilità nei mercati azionari globali durante il periodo e le difficoltà causate dai casi GameStop e Archegos Capital Management.

Sono i dati di Hedge Fund Research (HFR), che ha indicato il trimestre appena concluso come il migliore dal 2008, ovvero prima della scoppio della crisi finanziaria. Una crescita leggermente più bassa, pari al 4,8% è stata segnalata da Eurekahedge.

In ogni caso si è tratta della performance migliore dal 2000, secondo i dati HFR, e la migliore dal 2006, secondo quelli di EurekaHedge.

Hedge fund: cosa c’è dietro i guadagni

I gestori di hedge fund, che spesso scommettono sull’aumento e il calo dei prezzi dei singoli titoli piuttosto che seguire indici più ampi, quest’anno hanno beneficiato, secondo HFR, non solo dall’esposizione verso titoli in calo, ma anche dell’ottimismo degli investitori sull’impatto della riapertura economica dopo Covid. Non solo. Ad alimentare la crescita, anche la maggiore esposizione verso criptovalute, che sono salite ai massimi storici da gennaio.

I maggiori rialzi

Fra i maggiori rialzi si segnala infatti quello di Maverick Capital di Lee Ainslie (+36%), specialista in tecnologia, che si è avvantaggiato del rally messo a segno da comparto tech.

Molti fondi sono riusciti ad avvantaggiarsi in questo primo trimestre di “storie” isolate, che hanno garantito ad alcuni di loro ampie plusvalenze, a fronte di “scommesse” che sono nel loro DNA. Ne è un esempio l’impennata delle azioni GameStop e l’estrema volatilità del titolo, che ha generato ampi guadagni e buone opportunità per alcuni di loro, così come le strategie messe in atto per arginare le perdite subite con Melvin Capital ed il family office Archegos Capital.

Molti gestori sono concordi nel ritenere che questo sia un “buon mercato per una gestione attiva” come quella che caratterizza i fondi hedge, sempre a caccia di opportunità da cavalcare.