Il caso GameStop: i mercati non sono Las Vegas

21 Febbraio 2021, di Lorenzo Manusardi

Il “caso GameStop” ha riempito le cronache finanziarie nelle ultime settimane, investigando una vicenda entusiasmante ma dai tanti quesiti ancora aperti.

GameStop: la folle corsa da 2,57 a  483 dollari

Cosa è successo al titolo del distributore di video giochi Usa è stato ampiamente raccontato. Ma la vera domanda è: questi fenomeni sono irreversibili? Oltre che nella vita quotidiana, nei gusti, nella politica, nei movimenti culturali, continueranno a intromettersi anche nella finanza e nei mercati? Nell’immaginario, è apparsa da subito come una bella storia di rivoluzione social, spontanea e democratica. La rivincita della gente comune verso i potenti Hedge Funds di Wall Street, additati come biechi speculatori dello short selling.
Ma non è tutto semplice: i protagonisti di questa vicenda non si dividono nettamente tra buoni e cattivi e non tutti gli esiti saranno come si è creduto inizialmente.
Cerchiamo allora di individuare i pro e i contro.

I pro

Con il Covid-19, la rivoluzione digitale ha avuto un’accelerazione e i suoi effetti sulle nostre vite si stanno moltiplicando: creerà benessere, lavoro, ricchezza, diventando essa stessa volano di ulteriore sviluppo.
La digitalizzazione è quindi un processo che sta dando un boost all’economia in generale sviluppando nuovi business, nuove opportunità, nuovi investimenti, nuovi modelli economici e bancari.
Anche la accessibilità sembra aver subito un’accelerazione dal Covid-19. Oggi più che mai, in mancanza di un contatto fisico, viviamo connessi: compriamo, vendiamo, condividiamo, comunichiamo in un istante con milioni di persone. Anche l’accessibilità sta facendo quindi da boost per la crescita, gli investimenti e l’economia nel suo complesso.
Infine, tra i corollari del caso GameStop, si può apprezzare l’immissione di nuovi capitali sui mercati azionari. Capitali che prima del Covid-19 venivano destinati ad altri acquisti o investimenti.
Non sorprende che milioni di millenials, chiusi per mesi nelle mura domestiche, abbiano pensato di investire il proprio tempo, le proprie conoscenze e le proprie risorse economiche nei mercati, divenendo day-trader grazie a Reddit, il nuovo social dove incontrare persone, scambiare opinioni e perfino compiere azioni epocali.
La rivoluzione contro i grandi investitori sembra essere nata qui, spontanea, figlia di un tam-tam che si è diffuso a macchia d’olio, a metà tra la guerra sociale e la ricerca di una facile speculazione.
Metti insieme la digitalizzazione di un buon computer, l’accessibilità di una connessione veloce, un parere apparentemente autorevole ascoltato su WallStreetBets, qualche dollaro che non sai come spendere, e cosa manca? Una app come Robinhhod che non fa pagare le commissioni, garantendoti un nuovo passatempo. Con l’illusoria aggiunta che, se ci si mette tutti d’accordo, non si può perdere, e la speculazione sarà stellare.

I numeri dei nuovi dey-trader sui social:

  • Reddit: 8 milioni di utenti.
  • WallStreetBets: 5,5 milioni di partecipanti.
  • Robinhood: 13 milioni di utenti.
  • Elaborazione dati Wall Street Italia

GameStop, vediamo i contro

La prima domanda è: chi c’è dietro?
Gli indizi sono diversi. Uno. Elon Musk, nel bel mezzo dell’abnorme rialzo di GameStop, è intervenuto con un post proprio su WallStreetBets sottoscrivendo l’impresa. Risultato: titolo sempre più in crescita e tanta pubblicità per Musk.
Due. Nei giorni di picco del titolo, proprio Robinhood ne ha sospeso gli acquisti (ma non le vendite) impedendo ai retail di completare la loro azione, ma favorendo il recupero in vendita dei grandi short seller.
Tre. A fare guadagni veri è stata BlackRock, che per una fortunata coincidenza aveva molte azioni GameStop.
Da questi segnali sembra evidente che dietro a questa operazione apparentemente rivoluzionaria non ci siano solo piccoli portafogli all’arrembaggio, ma anche professionisti del mondo della finanza e dell’industria americana che sostengono WallStreetBets, Reddit e Robinhood.
I social rivelano dunque il loro aspetto a due facce: luogo di condivisione spontanea, democratica e inarrestabile (capace di creare movimenti, sollevare piazze e destabilizzare la politica), ma anche un terreno governato da oscuri gatekeepers dell’informazione, capaci di muovere tutti i fili.
E chi si è fatto l’idea di una nuova finanza con facili e straordinari guadagni, forse è lo stesso che si sta giocando i soldi del mutuo, per il titolo di un rivenditore di videogiochi, su consiglio di qualcuno che non conosce.

La differenza tra investire e speculare

Da questa vicenda emerge che c’è una bella differenza tra investire e speculare. Investire è un mestiere serio, mentre cercare veloci e facili speculazioni è un po’ come puntare sul rosso o il nero al casinò. Chi pensa di fare pump e dump con un social forum ignora meccanismi, regole, perfino le leggi. Ed è pericoloso: chi arriva prima guadagna, mentre l’ultimo perde tutto.
Inoltre: la favola dello scontro tra la gente comune e gli spietati big dei mercati è una fandonia. Perché i così detti big non sono altro che professionisti qualificati, con esperienza, a loro volta delegati da milioni di persone comuni… Questi professionisti sono nel settore da anni, conoscono la materia e i suoi rischi: certo, perseguono profitti ma sono soggetti a severi controlli e verifiche.
L’idea che invece Robinhood non ci guadagni è un’illusione. La regola è: “se il prodotto è gratis vuol dire che il prodotto sei tu”.
Questa vicenda mostra come il mondo dell’investimento stia cambiando e bisognerà farci i conti. Resterà un esempio di come i social possano condurre a un nuovo livello di ingerenza – oltre che nella cultura e nella politica – anche nelle sorti delle imprese e dei mercati. Una deriva rischiosa, più simile alla “folla” manzoniana che a una sana rivoluzione.
Ci saranno altri casi “GameStop”, ed è probabile che già dalla prossima volta mieteranno molte più vittime. Gli organi di controllo imporranno nuove regole su questo genere di azioni. E questo va tenuto in grande considerazione anche nell’ambito della sempre maggiore diffusione di valute virtuali o dei sistemi autoreferenziali dei blockchain, soprattutto sui social.
Perché senza regole, l’intero mondo della finanza e dei mercati non può sopravvivere.
E, a fianco delle regole, la sempre più evidente importanza di arginare la disintermediazione dai professionisti della consulenza, senza la cui conoscenza e competenza si può solo andare Las Vegas.