Mercati

Fed, Bce e Germania: investitori girano alla larga, occhio a indice Citigroup

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Se fino a qualche giorno fa appena, l’azionario brindava al rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve dato ormai per certo nella stessa riunione di marzo, ora la prospettiva di una politica monetaria ancora più restrittiva innervosisce i mercati. Il Fomc si riunirà i prossimi 14 e 15 marzo, mentre questa settimana avverrà la pubblicazione del report occupazionale Usa, che farà il punto della situazione sul mercato del lavoro statunitense. Stando ai dati di CME, i trader assegnano ora una probabilità pari all’86% a una nuova stretta sui tassi. A riprova della fiducia della Fed nei fondamentali dell’economia Usa è anche il trend del Citigroup Economic Surprise Index, che monitora i dati macro con le aspettative di mercato, e che viaggia al record in tre anni, sulla scia della solidità degli indicatori che ogni giorno vengono resi noti in Usa.

Altri eventi che incidono sui mercati sono l’attesa per la riunione della Bce di dopodomani, 9 marzo, in un contesto chiaramente caratterizzato dall’aumento delle pressioni inflazionistiche; i rinnovati timori sulle banche dopo la notizia del maxi aumento di capitale di Deutsche Bank, che influisce negativamente sul settore bancario e una serie di trimestrali deludenti. Il titolo della prima banca di Germania ha perso più del 10% da quando è stato annunciato il rafforzamento di patrimonio da 8 miliardi di euro. Sul fronte macro pesa il calo peggiore dalla crisi finanziaria degli ordini alle fabbriche tedesche. Gli ordinativi all’industria si sono contratti del 7,4% a gennaio: una variazione così negativa non si vedeva da gennaio 2009. La contrazione è tre volte superiore a quella attesa dagli economisti (le stime erano in media per un -2,5%).

Tra i listini Wall Street ha chiuso in territorio negativo, assistendo al primo calo del titolo Snap, dopo il suo esordio in Borsa della scorsa settimana. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso in lieve ribasso, -0,18%. Tra gli altri mercati, petrolio ancora sotto pressione, sulla scia delle maggiori preoccupazioni su un accordo globale – oltre a quello dell’Opec – tra i paesi produttori volto a tagliare la produzione. Euro stabile in area $1,0575, dollaro piatto sullo yen.

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