“Dico tre volte mi spiace, ma pensioni non sono priorità”

17 Agosto 2016, di Laura Naka Antonelli

Le pensioni? Per il governo Renzi non sono la priorità. Lo afferma nel corso di un’intervista rilasciata a La Stampa Enrico Zanetti, viceministro dell’Economia.

“Prima di tutto, vengono le norme per aiutare il Paese a crescere e quindi bisogna evitare l’aumento dell’Iva e ridurre la pressione fiscale sul lavoro. Poi bisogna implementare misure di protezione sociale per chi non ha né lavoro lavoro né pensione. E, dopo anni di blocco, bisogna rinnovare i contratti del pubblico impiego. Poi, e sottolineo tre volte mi spiace, ma soltanto poi, si può pensare a misure redistributive per rendere più generoso il sistema previdenziale”.

Insomma:

“Le risorse per le pensioni ci saranno, ma difficilmente potranno coprire per intero le aspettative di chi, in modo secondo me discutibile, pone le pensioni al primo posto nella classifica delle priorità“.

E di nuovo con Zanetti arriva l’appello all’Ue di flessibilità.

“Serve ancora più determinazione con l’Europa per ottenere tutta la flessibilità possibile”, dal momento che “stiamo andando avanti con un processo di riforme. Dove sta scritto che la flessibilità debba essere concessa una tantum, visto che il processo di riforma non si ferma?”.

Proprio a proposito della flessibilità, dopo le indiscrezioni riportate già ieri, il Corriere della Sera oggi scrive:

“In modo ufficioso anche chi lavora a stretto contatto con il premier, pur senza dare cifre (si potrà cominciare solo quando ci sarà un quadro chiaro di finanza pubblica, non prima di fine settembre), ammette che il governo si sta preparando a chiedere per il secondo anno di fila una deroga al rispetto delle regole su deficit. Le strade sono due: l’Italia può chiedere di finanziare parte della manovra in deficit ulteriore contestando la linea dell’Ecofin, ovvero dei ministri europei dell’Economia, che considerano una tantum il riconoscimento di flessibilità sui conti. Oppure può chiedere la stessa cosa, e dunque una sorta di sforamento (non dalla regola del 3%, ma dal percorso di rientro del deficit), sottolineando le circostanze eccezionali della nostra economia, nel contesto di incertezza provocato da fattori esterni, Brexit in testa“.

Tuttavia altre fonti di Palazzo Chigi riferiscono:

“In merito a ricostruzioni e retroscena presenti oggi sui giornali vengono attribuiti al Presidente del Consiglio intenzioni e dichiarazioni che sono destituite di fondamento”.

Caos dunque su quelle che sono le reali intenzioni di Renzi: una cosa sembra però essere abbastanza certa, viste le parole di Zanetti. In fondo alla fila, di nuovo, ci saranno i pensionati italiani.