Conti correnti: inflazione erode capitale, come proteggersi

17 Maggio 2019, di Daniele Chicca

Negli ultimi anni di inflazione bassa, i correntisti che hanno lasciato i risparmi parcheggiati in banca non hanno perso troppo denaro. Tuttavia ipotizzando una crescita dei prezzi al consumo del 2% – soglia obiettivo della Banca centrale europea – con 1.000 euro depositati in un conto corrente che paga un tasso di interesse tasso di interesse dell’1%, l’anno dopo il correntista si ritroverà con 1.010 euro. Ma per avere lo stesso potere d’acquisto di un anno prima te ne servirebbero 1.020 di euro.

Insomma, l’inflazione è il nemico principale di ogni risparmiatore. La svalutazione del capitale monetario si mangia costantemente parte del patrimonio. Eppure, gli italiani hanno una certa tendenza a lasciare una gran fetta di capitale “liquida”. Un po’ per paura di cattive sorprese sui mercati, un po’ perché sono convinti di poterne avere bisogno in casi di emergenza.

Per le emergenze, tuttavia, esistono polizze e piani assicurativi, mentre per quanto riguarda l’andamento volatile dei mercati, il trucco è investire in azionario e obbligazionario su un orizzonte temporale duraturo. Il conto corrente non solo rischia di fare fruttare il denaro ma può venire eroso con il tempo, a causa di un livello di inflazione superiore a quello degli interessi del conto.

Istruirsi e pianificare un investimento

Per questa ragione è fondamentale avere un’educazione finanziaria di base o per lo meno consultare un advisor di fiducia per poter pianificare insieme una strategia di investimento che possa combattere gli effetti “erosivi” sopra citati dell’incremento dei prezzi. Che costituiscono un costo per il nostro capitale con il passare del tempo.

Un pensionato che vive con i propri risparmi non potrà mantenere gli stessi standard di vita se l’inflazione indebolisce il suo potere d’acquisto ogni anno. L’inflazione, poi, può fare danni al patrimonio anche ben prima dell’età pensionabile. Chi mette da parte una fetta del proprio salario con un obiettivo in testa, per esempio finanziare gli studi universitari del figlio o comprare una casa, il suo potere di acquisto può scendere mentre si stanno risparmiando soldi.

Come proteggersi dall’inflazione

Per contrastare in maniera efficace l’inflazione il miglior modo è investire una buona parte dei propri risparmi. Moneyfarm consiglia di “evitare di tenere troppa liquidità posteggiata sui conti correnti bancari. Gli istituti di credito non riconoscono più alcun tasso di interesse e il capitale, in questo caso, resta completamente esposto all’inflazione“.

Per il momento la crescita dei prezzi al consumo è minima, ma “la soluzione ideale sarebbe ottenere un rendimento annuo ben superiore al tasso di inflazione, sempre su base annua. Con l’inflazione bassa, come accaduto in passato, molti risparmiatori hanno deciso di mettere in portafoglio titoli di Stato. Ma se l’inflazione è alta, i titoli di Stato non sono più una scelta profittevole; meglio pensare a investimenti immobiliari o guardare ai beni rifugio”.

Come salvaguardare i risparmi

Il principale modo per contrastare l’effetto erosivo dell’inflazione è dunque quello di ottenere rendimenti più alti di quelli che si possono ottenere con un conto corrente o un libretto di risparmio. Investire in qualsiasi altra cosa ovviamente comporta dei rischi. Ma ci sono investimenti che hanno livelli di rischio tollerabili anche per i meno propensi al rischio.

I Bond indicizzati all’inflazione potrebbero essere un investimento ideale per molti pensionati, in quanto gli interessi pagati e anche la somma versata alla scadenza sono regolati in base all’andamento dei prezzi al consumo. Se l’inflazione scende durante il periodo di investimento, si otterrà almeno il capitale investito all’inizio.

Il fondo pensione può essere uno strumento di investimento adatto a chi voglia integrare la pensione di base. Una strategia di investimento popolare è anche il Piano di Accumulo (PAC) che consente di incrementare gradualmente la somma da investire in piani di investimento a basso rischio e a lungo raggio temporale.

Azionario e fondi comuni: meno rischiosi di quanto si pensi

Quanto alle puntate in Borsa, come detto anche se ci sono batoste temporanee da mettere in conto, il mercato azionario tende a salire nel corso degli anni. Più è lungo l’arco temporale dell’investimento e più è probabile che i rendimenti dell’azionario tendono a essere positivi e superiori all’inflazione.

Per chi desidera evitare la volatilità associata ai titoli azionari, la soluzione adatta potrebbe essere un fondo comune, che è gestito da professionisti del settore e che di solito offre buoni rendimenti nel corso del tempo.

Un fondo comune indicizzato (ETF) è ideale per chi non vuole pagare commissioni elevate sapendo che il futuro del proprio denaro è soggetto alle capacità di un singolo gestore o dei suoi strumenti di analisi. Detto questo, in certe condizioni di mercato, la gestione attiva rimane l’opzione con le maggiori potenzialità di guadagno.