Conte, no patrimoniale e su “anno bellissimo” ritratta: “una battuta”

11 Aprile 2019, di Alessandra Caparello

Il 2019 un anno bellissimo? Era una battuta così il premier Giuseppe Conte rinnega quanto detto qualche tempo fa sull’economia tricolore. Rispondendo a un giornalista in merito alle stime recentemente riviste al ribasso sulla crescita, il premier ha sottolineato:

Io ho detto anno bellissimo come battuta a un suo collega che faceva una previsione molto pessimistica. È stata una battuta di reazione, ma mi sembra che in decine di altri discorsi sull’economia ho rappresentato la nostra politica economica che non può essere affidata a una battuta.

Il governo ha dato via libera al DEF, il Documento di Economia e Finanza in cui si stima una crescita allo 0,2% nel 2019 contro l’1,5% previsto nella legge di bilancio e una previsione sul deficit dal 2 al 2,4% del PIL mentre quella del debito pubblico passa dal 132,2 al 132,7 per cento del PIL. A conti fati per l’Italia si prospetta il rischio di una manovra bis e di un aumento Iva anche se prima il vicepremier Luigi Di Maio e poi lo stesso Conte hanno negato patrimoniale e aumento dell’imposta sul valore aggiunto.

Non ci sarà patrimoniale né aumento dell’Iva e la riforma fiscale che include la flat tax, con “spending review” e revisione delle agevolazioni fiscali, arriverà “dopo l’estate (…) Sulla riforma fiscale ci stiamo lavorando, le commissioni tecniche sono già al lavoro, confidiamo dopo la pausa estiva di avere già dei programmi più definiti e dettagliati su cui lavorare”.

Dello stesso avviso il vicepremier Matteo Salvini che in diretta Facebook ammette:

Non ci saranno nuove tasse: niente aumento dell’Iva, niente tasse su case e conti correnti, niente patrimoniali, ‘anche i ricchi piangono’ lo lasciamo ai compagni nostalgici di sinistra. L’obiettivo è meno tasse, se non per tutti per tanti (…) Con Conte e Di Maio oggi abbiamo confermato che si va avanti su tutte le iniziative avviate: la legge Fornero continuerà a essere smontata, non solo abbiamo confermato Quota 100 ma l’obiettivo è Quota 41. Se ne facciano una ragione a Bruxelles, si va avanti: è un impegno che aiuta i giovani”.