Carburanti, ecco quanto guadagna un benzinaio al litro

di Sofia Giulia Zerboni
1 Agosto 2023 16:50

Scatta oggi l’obbligo di esporre il prezzo medio dei carburanti per i benzinai. Lo impone il decreto legge del 14 gennaio 2023, convertito in legge. In caso di violazione, le multe oscillano da 200 a 2.000 euro. L’obbligo del prezzo medio, insieme all’aumento dei prezzi della benzina, ha portato a nuove polemiche e all’attenzione ai guadagni effettivi di un benzinaio. Il business come ben sappiamo frutta miliardi preziosi alle casse dello Stato, ma per chi vende il ricavo è ben minore. Si parla del 10% del prezzo applicato.

Benzinaio proprietario e impiegato, qual è la differenza

La prima considerazione da fare su questo tema è quella che prevede la distinzione tra benzinaio proprietario ed impiegato.

I guadagni di un benzinaio impiegato

Un benzinaio impiegato in Italia guadagna delle cifre mensili che variano in base alla sua esperienza. Si va dunque dagli 870 euro al mese, per i nuovi assunti, ai 1.570 euro per coloro che vantano una carriera ventennale. La media nazionale è di 1.250 euro euro netti al mese, parametrati su una media di 45 ore settimanali. Dunque zero ricavi legati all’andamento dei prezzi esposti alla pompa.

I guadagni di un benzinaio proprietario

Il benzinaio proprietario del distributore, invece, guadagna dalla vendita di ogni singolo litro di carburante. Il costo della benzina è composto da tre parti principali:

  1. Platts;
  2. Tasse;
  3. Guadagno del benzinaio.

Il platts altro non è che l’agenzia che stabilisce il valore – in dollari americani – con cui una tonnellata di benzina o gasolio può essere venduta alla raffinerie. Tale valore pesa per il 30% sul prezzo finale alla colonnina in Italia. Ci sono poi le tasse, comprensive di accise e Iva, che gravano al 59% sul prezzo.

Da una semplice operazione matematica, si evince che su un litro di benzina il benzinaio proprietario ottiene un guadagno pari al 10% del prezzo.

Insomma, la benzina rappresenta un business milionario ma chi incassa più di tutti su questo fronte è lo Stato. Una sorta di “azionista di maggioranza” per ogni proprietario di distributori.

I 5 fattori che influenzano il prezzo della benzina

Il primo fattore sono le accise e l’Italia è prima della classe in Europa: siamo il paese con le accise maggiori del Vecchio Continente. Una ricerca de Il Sole 24 Ore certifica che “tolte le tasse il costo dei carburanti italiani è più basso della media europea”. Le accise sulla benzina sono costituite da 18 voci diverse, e tutte influiscono sul prezzo finale dei carburanti.

Le accise sono fissate in rapporto alla quantità di carburante erogato e possono coprire qualunque tipo di spesa nel bilancio dello Stato. Il 60% del prezzo della benzina è determinato dalla componente fiscale, data da accise e Iva. Altri fattori che influiscono sul prezzo della benzina sono:

  1. raffinazione, stoccaggio e trasporto;
  2. l’effetto cambio;
  3. la speculazione;
  4. domanda e offerta.