Accise, cosa sono e come si compongono?

12 Gennaio 2023, di Pierpaolo Molinengo

Cosa sono le accise e di che cosa si compongono? Le accise sono delle imposte introdotte per finanziare dei particolari momenti di crisi dello Stato, come i terremoti o le guerre. Rispetto da altri tipi di imposte garantiscono allo Stato un vantaggio molto importante: permettono di ottenere un gettito immediato.

La guerra in Ucraina ha avuto in impatto immediato sul prezzo di benzina e gasolio: l’aver superato la soglia dei due euro al litro ha fatto alzare una forte protesta da parte dei consumatori, soprattutto per il costo che le accise hanno sul prodotto finale. Ma cosa sono le accise? Come sono composte? In quale percentuale vanno a modificare il costo del pieno che facciamo? Scopriamolo insieme.

Cosa sono le accise

In estrema sintesi le accise costituiscono, a tutti gli effetti, un’imposta che lo Stato pone sulla fabbricazione o sulla vendita di determinati prodotti di consumo. Sono un tributo indiretto, che a differenza di quanto accade con l’Iva, viene posta solo e soltanto su alcune categorie di prodotti. Non viene applicata in percentuale, ma secondo una determinata quantità che viene decisa direttamente dall’Esecutivo.

Le accise sono un’imposta odiata, perché è necessario pagarla su prodotti e su beni che siamo costretti ad acquistare. Periodicamente viene proposto di tagliarle o di eliminarle, ma sono sempre state semplici promesse elettorali, alle quali non è mai stato dato il giusto seguito. Grazie alle accise lo Stato riesce a raggiungere due vantaggi molto importati:

  • ottiene un gettito immediato, sicuro e costante nel tempo;
  • l’accisa scatta nel momento in cui i prodotti vengono immessi nel circuito del consumo e vengono pagati nel momento dell’acquisto o poco dopo.

Le accise sono applicate sui seguenti beni:

  • oli minerali e loro derivati (benzina, gasolio, gpl, gas metano);
  • bevande alcooliche (liquori, grappe, brandy);
  • fiammiferi;
  • tabacchi lavorati (sigarette);
  • energia elettrica;
  • oli lubrificanti.

Come funzionano quelle sui carburanti

Sicuramente le accise più famose sono quelle su gasolio, benzina e gpl: sono costituite da diciotto voci diverse, e tutte incidono direttamente sul prezzo finale dei carburanti. Per ognuna abbiamo anche indicato l’anno di inserimento:

  • finanziamento della crisi di Suez – 1956;
  • ricostruzione post disastro del Vajont – 1963;
  • ricostruzione post alluvione di Firenze – 1966;
  • ricostruzione post terremoto del Belice – 1968;
  • ricostruzione post terremoto del Friuli – 1976;
  • ricostruzione post terremoto dell’Irpinia – 1980;
  • finanziamento missione ONU in Libano – 1982 – 1983;
  • finanziamento missione ONU in Bosnia – 1996;
  • rinnovo contratto autoferrotranvieri – 2004;
  • acquisto autobus ecologici – 2005;
  • ricostruzione post terremoto de L’Aquila – 2009;
  • finanziamento alla cultura – 2011;
  • finanziamento crisi migratoria libica – 2011;
  • ricostruzione per alluvione che ha colpito Toscana e Liguria – 2011;
  • finanziamento decreto Salva Italia – 2011;
  • finanziamento per ricostruzione post terremoto dell’Emilia – 2012;
  • finanziamento del Bonus gestori – 2014;
  • finanziamento del Decreto fare – 2014.

Nel 1995 l’allora governo di Lamberto Dini le ha rese strutturali, per cui non si fa più riferimento alle ragioni per cui sono state introdotte. Le accise sono fissate in rapporto alla quantità di carburante erogato e possono essere destinate a coprire qualunque tipo di spesa nel bilancio dello Stato.