Btp ed euro sotto pressione, Borghi agita spettro Italexit

15 Febbraio 2019, di Daniele Chicca

Gli investitori italiano hanno avuto un assaggio delle turbolenze di mercato che li attendono per i prossimi tre mesi. I rendimenti dei Btp decennali sono in rialzo di 8,8 punti base e lo Spread con la Germania torna a riavvicinarsi pericolosamente a quota 300 punti base.

Anche l’euro, non solo i Btp, perde terreno, accusando una flessione nei confronti delle principali valute rivali. A pesare sono le tensioni e le incertezze politiche in vista delle elezioni europee di fine maggio.

Il presidente della Commissione di Bilancio della Camera, Claudio Borghi, ha rilasciato commenti dai toni spiccatamente euro scettici. Le elezioni europee del 26 maggio, secondo l’esponente della Lega, “sono l’ultima possibilità per cambiare l’Europa“. Ovviamente l’augurio è che il fronte sovranista si aggiudichi la maggioranza all’Europarlamento.

Se non sarà così, allora l’Italia sarà costretta ad andarsene“. Le parole, sebbene non costituiscano nulla di nuovo conoscendo la posizione di Borghi, stanno pesando sia sui titoli di Stato sia sull’euro. E una settimana particolarmente altalenante sui mercati dovrebbe chiudersi con una nota negativa.

Elezioni europee si avvicinano: rischi per euro e Btp

Le dichiarazioni alimentano il nervosismo, offrendo agli investitori europei un esempio dei rischi che corre la moneta unica nei prossimi mesi. Borghi non è nuovo a uscite del genere. A luglio dell’anno scorso disse al Corriere della Sera che “l’Italia uscirà dall’euro prima o poi”. “Ne sono convintissimo”.

Il tasso a dieci anni vale il 2,88% secondo gli schermi di Bloomberg. E con il rendimento del Bund omologo che cede l’1,94% allo 0,1%, lo Spread di rendimento tra Btp e Bund decennali sale a 278 punti base. Il fatto che i mercati stiano diventato sempre più ribassisti sulle Bce e sulle previsioni di inflazione sta anche pesando sull’euro nel mercato valutario.

Al momento la moneta unica cede lo 0,3% attestandosi in area 1,1261 dollari. Dal punto di vista dell’agenda macro, sarà da tenere assolutamente d’occhio il dato PMI preliminare di febbraio. I risultati degli indici dell’attività manifatturiera e dei servizi per il mese in corso verranno rivelati la prossima settimana.