Big Tech nel settore bancario: timori per stabilità finanziaria

5 Febbraio 2018, di Livia Liberatore

I responsabili dei principali istituti di credito temono il passaggio dei Big Tech verso il settore bancario, in particolare per il rischio che questi selezionino la parte migliore delle loro attività. Secondo i leader in campo finanziario, i gruppi di Big Tech dovrebbero essere soggetti alle stesse regole delle grandi banche. Sono in molti a sostenere che le banche si troveranno in una situazione di svantaggio  per la crescente concorrenza dei gruppi Big Tech, a causa di una regolamentazione disomogenea tra i due settori.

Ad aprire la strada per i Big Tech nel ramo bancario è stata l’introduzione del regolamento europeo “open banking“. Molti dei gruppi hanno approfondito la loro attività nel settore. Amazon offre servizi di pagamento e prestiti ai commercianti sulla sua piattaforma, mentre Facebook ha ottenuto di recente una licenza per la moneta elettronica in Irlanda.

Francisco González, direttore esecutivo della banca spagnola BBVA , ha avvertito che gruppi come Facebook e Amazon negli Stati Uniti e Alibaba e Tencent in Cina “sostituiranno molte banche”. Ha invitato un organismo con raggio d’azione globale come il G20 ad agire, dicendo “le autorità dovrebbero mettere ordine a questo enorme cambiamento” che potrebbe “rappresentare dei rischi per la stabilità finanziaria”.

I Big Tech hanno ricevuto diverse critiche nei tempi recenti, per una serie di problemi, che vanno dall’ingerenza nelle elezioni in Russia, all’elusione fiscale, fino al comportamento anticoncorrenziale. Google, Amazon e Microsoft stanno ospitando una parte in rapida crescita dei dati finanziari del mondo presso le loro divisioni di cloud computing.

Le banche inoltre, stanno procedendo nel percorso per automatizzare sempre più operazioni utilizzando l’intelligenza artificiale. In questo modo rischiano di diventare ancora più dipendenti dai gruppi Big Tech perché saranno questi a fornire i servizi di intelligenza artificiale.