Bce, nuova droga alle banche: tassi Btp ed euro giù

6 Marzo 2019, di Daniele Chicca

Euro ai minimi di due settimane e banche europee in gran spolvero sui mercati nel primo pomeriggio. È l’effetto delle indiscrezioni secondo cui la Bce sta affilando le armi. Poche sono le frecce rimaste al suo arco, ma Mario Draghi non ha intenzione di stare con le mani in mano.

Pare che il board di politica monetaria, che si riunisce il 7 marzo 2019, si prepari a un nuovo trattamento di favore del sistema bancario dell’area euro. A giugno dovrebbe scattare una nuova iniezione di liquidità volta a rafforzare la base patrimoniale delle banche e a sostenere l’economia reale.

I rendimenti dei Btp sono scivolati sui mercati obbligazionari mentre la moneta unica è calata in area 1,12855 dollari sul Forex. Bloomberg sostiene che la Bce sta discutendo come strutturare un nuovo piano di prestiti ultra convenienti. La riunione di domani è molto attesa dai mercati finanziari e un simile annuncio provocherebbe una reazione immediata.

Circolano con insistenza voci circa un nuovo round di stimoli monetari TLTRO. I prestiti, effettuati tramite aste a basso costo, dovrebbero aiutare le finanze delle banche in maggiori difficoltà. L’indice del settore bancario europeo guadagna lo 0,2% in una seduta altrimenti sottotono per il mercato azionario.

I rendimenti dei Btp hanno esteso le perdite della mattinata. In questo momento il tasso decennale, che ha toccato i minimi in oltre un mese al 2,661%, cede 4 punti base.

Riunione Bce: le previsioni di MPS Capital Services

Una revisione al ribasso delle stime sul PIL è da mettere in conto, secondo gli analisti. A dicembre la BCE si attendeva un PIL 2019 all’1,7% (dall’1,8% di giugno 2018).

Alla luce degli ultimi dati macro deludenti (PMI manifatturiero sotto 50, calo degli indicatori di fiducia come l’IFO, etc.) e in considerazione del rallentamento della crescita a/a dell’aggregato M1 , per quest’anno le nostre stime sono per un PIL all’1,3% vs un consensus Bloomberg all’1,4%.

Possibile ritocco al ribasso delle stime di inflazione

In dicembre la BCE si attendeva per il 2019 un’inflazione all’1,6% tenendo conto di una curva curva forward sul Brent in contango (i.e. prezzi futuri più alti di quelli attuali). Alla luce del cambiamento di pendenza della curva forward sul petrolio da contango a backwardation (i.e. prezzi futuri più bassi di quelli attuali), in un contesto di inflazione core che dovrebbe mantenersi pressoché stabile, non escludiamo una leggera revisione al ribasso della stima per l’anno corrente. Le nostre attese sono per un’inflazione in Eurozona pari all’1,3% per il 2019.

Forward Guidance

Crediamo che giovedì la BCE manterrà l’indicazione attualmente in vigore, ovvero “i tassi rimarranno sui livelli attuali almeno fino all’estate 2019 e comunque fino a quando sarà necessario”, mentre un aggiustamento potrebbe avvenire più avanti in funzione dell’evoluzione della crescita.

In particolare sul fronte tassi, allo stato attuale, il mercato sconta un rialzo del tasso sui depositi non prima del 2020, ma come ha evidenziato ultimamente il francese Villeroy (candidato alla presidenza della BCE), tassi negativi per un periodo prolungato di tempo hanno un impatto negativo sui bilanci delle banche con possibili conseguenze negative nel meccanismo di trasmissione della politica monetaria.

“Pertanto riteniamo che un aggiustamento sia ancora possibile nella parte finale dell’anno qualora le condizione economiche lo permetteranno. La nostra attesa è per un ritorno del tasso sui depositi a 0% entro i primi mesi del 2020 a cui potrebbe essere associata una guidance che indichi il mantenimento di questi livelli per un periodo prolungato di tempo”.

TLTRO, unico strumento a disposizione

Con il QE terminato a dicembre scorso e l’attesa di tassi bassi ancora a lungo, le TLTRO in questo momento appaiono come l’unico strumento a disposizione (a meno di sorprese) per tenere ben “idratato” il sistema finanziario e dare un sostegno all’economia.

Il 24 giugno del 2020 scade la prima tranche della TLTRO II per circa 388 miliardi di euro. Ma già a partire da luglio 2019, essendo la scadenza inferiore all’anno, la liquidità rinveniente viene fortemente penalizzata nel computo del Net Stable Funding Ratio (NSFR).

Per questo e per evitare un liquidity cliff, ci attendiamo un nuovo round di (T)LTRO, con annuncio a marzo (con dettagli ad aprile) ed implementazione a giugno. Le ultime indiscrezioni riportate da Bloomberg, confermano come la discussione sul tema all’interno del board sia in fase piuttosto avanzata, considerato che i membri stanno dibattendo sul tasso e sulle scadenze dei nuovi prestiti.