Bce: l’impatto del TLTRO su spread e Btp

8 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Tassi invariati almeno fino a fine 2019 e sette nuove aste Tltro di durata due anni a partire da settembre 2019. Così ieri il numero uno della Banca centrale europea Mario Draghi ha annunciato un pacchetto di misure che hanno già impattato – e continuerà a farlo nelle prossime settimane – sia lo spread, sia i mutui, sia i Btp.

Partendo da spread e Btp, dopo le parole di Draghi di ieri il differenziale di rendimento tra il Btp e i Bund tedeschi è sceso a quota  240 punti e il tasso del decennale è calato fino al 2,5%. Inoltre il BTp a 2 anni è scivolato allo 0,1% e il BoT a 12 mesi si è avvicinato al livello di neutralità (0,01%), come non accadeva da maggio 2018.

Spread, l’impatto del terzo round di TLTRO

Vito Lops su Il Sole24 Ore spiega il perché:

I titoli di Stato a breve possono essere utilizzati come collaterale da parte delle banche europee per ottenere i prestiti TLtro da parte della Bce. E quelli italiani, a differenza di quelli tedeschi e della gran parte dei Paesi dell’Eurozona, offrono ancora qualche briciola di rendimento e quindi in quest’ottica sono più gettonati.

Oggi, venerdì 8 marzo lo Spread tra Btp e Bund ha aperto a 244 punti base, in rialzo. Passando ai mutui, l’annuncio di Draghi di ieri è una boccata d’ossigeno per chi sta rimborsando un finanziamento a tasso variabile.

La politica accomodante di Draghi prolunga il sereno per l’universo dei mutuatari a tasso variabile, sia per quelli che hanno già stipulato un mutuo sia per coloro che invece stanno pensando di accenderne uno. E questo accade perché al mutuo viene sottratto il tasso Euribor sullo spread applicato dalla banca.