Alert Banca delle banche centrali: troppe aziende zombie, Borse dopate

18 Settembre 2017, di Daniele Chicca

L’inflazione rimane ancora troppo bassa, un fattore che fa si che i mercati finanziari continuino a scambiare su livelli “artificiali” troppo elevati rispetto ai fondamentali. L’avvertimento viene dalla banca delle banche centrali, la quale è preoccupata inoltre per il fatto che i bazooka monetari abbiano moltiplicato il numero di aziende cosiddette ‘zombie’. Una volta che i tassi di interesse torneranno a salire il castello di carta costruito da anni di denaro facile potrebbe improvvisamente crollare.

Le Borse sono e sono state aiutate negli ultimi anni da pacchetti di misure di stimolo monetario senza precedenti, che hanno “pompato” i valori dei titoli delle società quotate. Una volta che la Bce e la Federal Reserve, che si riunisce questo mese e dovrebbe annunciare un piano per ridurre il suo bilancio esagerato da 4.500 miliardi di dollari, avvieranno il percorso di tapering, ossia di rientro dalle manovre di alleggerimento monetario straordinarie e di normalizzazione dei tassi di inter, saranno guai.

L’economia è in miglioramento ma siccome negli ultimi mesi “l’inflazione è rimasta bassa”, restando ben lontana dagli obiettivi delle banche centrali. Questo elemento, scrive la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) nel suo ultimo rapporto trimestrale, ha contribuito “a sostenere i mercati e rallentando il ritmo previsto per un inasprimento della politica monetaria nelle diverse economie”.

Il risultato è stato che, dopo che le banche centrali hanno ridimensionato le attese per una stretta monetaria alla luce dell’inflazione sottotono, i mercati finanziari mondiali sono “volati” a livelli record, non senza comportare rischi.

“Le Borse continuano ad essere vulnerabili al rischio di una veloce normalizzazione” dei differenziali di rendimento su diverse scadenze.

In più, questa è la conlusione il rapporto della Bri, con condizioni creditizie eccezionalmente favorevoli la leva finanziaria delle imprese è aumentata “continuamente” e “una quota crescente di esse va incontro a spese per interessi che eccedono il margine operativo”. Si tratta di ‘aziende zombie‘”, il cui peso è “aumentato in modo particolarmente forte nell’Eurozona e Regno Unito”.

Oggi le Borse mondiali hanno messo a segno un nuovo record portandosi sui massimi di sempre. Quattro sono i fattori principali all’origine del ritrovato appetito per il rischio citati dagli analisti di Interactive Investor: il denaro facile (che però potrebbe non durare ancora a lungo), la ripresa dell’economia globale nonostante la Brexit e i dubbi sulla presidenza Trump, l’uscita dal tunnel della crisi del debito sovrano europeo che ha riportato fiducia nei mercarti europei, e il fatto che l’economia in Cina non ha ancora subito un “atterraggio brusco” come si temeva (non ancora per lo meno).