Elezioni Francia, euro e bond allo stremo

19 aprile 2017, di Daniele Chicca

Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali francesi e più del 30% del popolo ancora indeciso su chi votare, aumenta il numero degli analisti che consiglia di vendere Oat francesi, i titoli di Stato della seconda economia dell’Eurozona. Rimasti scottati dalle sorprese Brexit e Trump, questa volta i gestori e gli strategist hanno preferiscono consigliare di rimanere prudenti su euro e su tutto lo spettro dei Bond europei dell’area periferica.

Gli investitori in un po’ tutte le classi di asset principali – azionario, Bond e valutario – sono preoccupati, come dimostra la crescita dell’avversione al rischio, l’allargamento degli Spread e dei premi di rischi, così come la risalita dei rendimenti dei titoli più rischiosi.

Gli analisti di BofA/Merrill Lynch prevedono una rimonta dei listini azionari in caso di vittoria di Emmanuel Macron o di Francois Fillon al primo turno, e un calo del 13-23% delle Borse se invece Le Pen dovesse essere eletta presidente. La leader del Front National ha promesso di indire un referendum sull’euro. Questo scenario non farebbe che aumentare il rischio che la Francia abbandoni la moneta unica e l’Unione Europea.

Sul mercato valutario invece, per esempio, solo con un incremento delle tensioni si possono spiegare i livelli record delle opzioni per mettersi al sicuro nel caso di un collasso della valuta. E anche gli investitori azionari stanno correndo ai ripari: non erano mai stati così sulla difensiva nei confronti di un possibile calo dai tempi del crac di Lehman Brothers o della Brexit.

I timori degli investitori sono giustificati: ormai in Francia è una corsa a quattro – stando agli ultimi sondaggi – e due di quei candidati sono anti europeisti o per lo meno contrari al progetto europeo come è pensato e strutturato al momento.

Hai dimenticato la password?