Mercati, iniziata Grande Rotazione. Balzo petrolio e sterlina

1 dicembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Mentre sui mercati è in atto la Grande Rotazione, che vede i capitali uscire dall’obbligazionario – reduce da un mercato orso lungo 30 anni – per entrare in quello azionario, gli investitori continuano a concentrarsi sulle conseguenze che avrà la decisione storica presa ieri dall’Opec. Con l’accordo per tagliare la produzione di petrolio, il cartello ha sorpreso gli investitori di tutto il mondo e ha provocato uno choc positivo sui prezzi della materia prima. In Occidente, tuttavia, l’effetto Opec – molto presente ieri – è già sfumato. La notizia dell’intesa e delle concessioni fatte dai sauditi erano arrivate nel pomeriggio della vigilia e il risultato è che i principali indici azionari europei oggi rimangono sottotono.

Piazza Affari si conferma ostaggio del referendum costituzionale e gli acquisti sui titoli petroliferi ed energetici – come Saipem, Tenaris, Eni – non bastano a risollevare il sentiment. Molte le notizie che sono arrivate dal fronte economico dell’Italia: l’Istat ha reso noto che il tasso di disoccupazione ha segnato un lieve calo a ottobre, attestandosi all’11,6%, 0,1 punti percentuali in meno rispetto a settembre. L’altra notizia che emerge dai numeri dell’Istat è che la disoccupazione giovanile è scesa al 36,4%,  ai minimi in quattro anni, ovvero dal 2012. Sempre l’Istat ha rivisto al rialzo le stime sul Pil italiano del secondo e del terzo trimestre (+1%), e altre indicazioni positive sono giunte dall’indice PMI manifatturiero.

Tornando all’Opec, per la prima volta in otto anni – dal 2008 – il cartello dei massimi esportatori di greggio ha agito per ridurre le scorte di petrolio da record, che hanno provocato negli ultimi anni un forte squilibrio tra le dinamiche della domanda e dell’offerta nel mercato. L’Opec è riuscita quindi a superare le divergenze che si erano presentate fin da subito tra i principali produttori di petrolio – ovvero tra Arabia Saudita, Iran e Iraq – mentre la Russia, paese esterno all’Opec, ha deciso essa stessa di ricorrere a un taglio dell’output senza precedenti.

Immediate le conseguenze sui mercati, con i prezzi del petrolio che sono balzati a New York fino a +10% e i titoli energetici dei vari listini azionari che hanno segnato rally nell’ordine anche del +32%.  Il Brent avanza oggi +1% circa e supera la soglia di $52 al barile: il che significa che, dalla mattinata di ieri, + salito di ben +12%. Sul Forex vola la sterlina dopo che il ministro britannico della Brexit, David Davis, ha detto che Londra è disposta a pagare contributi all’Ue pur di continuare ad avere accesso al mercato unico europeo.

Subito dopo l’annuncio dell’Opec le quotazioni del contratto WTI scambiato a New York sono balzate +10% circa, come conferma il grafico successivo.

Stando i termini dell’accordo, l’Opec ridurrà la produzione di 1,2 milioni di barili al giorno circa entro il mese di gennaio, dando il via a un piano che era stato stilato in Algeria lo scorso settembre, e che aveva come obiettivo il taglio dell’offerta a 32,5 milioni di barili. QUI tutti i dettagli.

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1 dicembre 20169:03

L’Europa apre all’insegna della debolezza, con l’indice di riferimento Stoxx Europe 600 Index in calo dello 0,10%. 

1 dicembre 20169:04

I settori migliori e peggiori in Europa.

1 dicembre 20169:05

Il trend dei principali listini azionari europei.

1 dicembre 20169:53

Euro in lieve recupero nei confronti del dollaro, viaggia attorno alla soglia di $1,06.

1 dicembre 20169:54

Sul mercato dei bond, vendite sui titoli di stato australiani, a fronte di tassi decennali in rialzo per la terza sessione consecutiva, al 2,78%.

I tassi sui bond sovrani del Giappone, sempre a 10 anni, viaggiano attorno allo 0,02% ed è dalla metà di novembre che hanno recuperato il territorio positivo. I tassi decennali sui Treasuries sono scambiati al 2,38% dopo aver guadagnato 9 punti base alla vigilia. Il valore, dopo un balzo di 56 punti base nel solo mese di novembre, rappresenta il record dallo scorso luglio.

1 dicembre 201610:05

L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso la sessione in rialzo dell’1,12%, a 18.513,12, beneficiando dei rally di Inpex +10% e Japan Petroleum Exploration +12,2%. Il Nikkei ha aggiornato anche i massimi dell’anno. A sostenere l’azionario giapponese anche la debolezza dello yen, con il rapporto dollaro-yen salito attorno a JPY 114,12, rispetto ai JPY 112 testati all’inizio della settimana. La borsa di Shanghai ha chiuso la sessione in rialzo dello 0,74%, a 3.274,07 punti.

1 dicembre 201610:05

Mercati azionari cinesi positivi, non solo per l’effetto rialzista del petrolio dopo lo storico accordo dell’Opec, ma anche per alcuni dati resi noti dal fronte economico, in particolare da quello manifatturiero.
L’indice PMI manifatturiero stilato da Markit e Caixin è sceso a 50,9 punti dai 51,2 punti di ottobre, ma si è confermato meglio delle attese. Il PMI manifatturiero ufficiale reso noto dal governo è invece cresciuto a 51,7 punti, sempre meglio rispetto ai 51 attesi dal consensus.

1 dicembre 201610:06

Reso noto anche il Pmi manifatturiero del Giappone che, nel mese di novembre, si è attestato a 51,3 punti, poco meglio dei 51,1 punti attesi.

1 dicembre 201610:09

L’indice Pmi manifatturiero dell’area euro ha segnato un lieve rialzo, dai 53,5 punti di ottobre ai 53,7 punti di novembre. Il dato si è confermato in linea con le attese.

1 dicembre 201610:10

Sessione contrastata per i futures sugli indici azionari Usa.

1 dicembre 201610:13

A tre giorni dal referendum, l’indice Ftse Mib sconta tutta l’incertezza che l’Italia sta vivendo in queste ore. Il listino cede lo 0,27% a 16.885,27 punti, ma il settore  bancario è in ripresa con alcuni titoli: Mps vira in territorio positivo con un rialzo +0,23% e Bper Banca sale del 2,53%, Unicredit +0,10%, Ubi Banca oltre +1%.  Prosegue il rialzo per i titoli del settore energetico come Eni, Tenaris, Saipem, dopo l’accordo storico dell’Opec per tagliare la produzione di petrolio per la prima volta in otto anni. 

1 dicembre 201610:51

Nel mese di novembre, l’indice Pmi manifatturiero dell’Italia stilato da Markit/ADACI è salito a 52,2 punti dai 50,9 di ottobre. Battute le attese degli analisti che avevano previsto un valore a 51,3 punti. Nell’esaminare il dato, si nota come l’economia manifatturiera abbia beneficiato dell’aumento dei sottoindici della produzione e dei nuovi ordini, che è stato il più forte degli ultimi cinque mesi. Ma il Ftse Mib rimane sotto pressione, scendendo dello 0,37% a 16.867,17 punti.

1 dicembre 201610:53

Nel mese di ottobre, stando a quanto ha reso noto l’Istat, il tasso di disoccupazione ha segnato un lieve calo, attestandosi all’11,6%, 0,1 punti percentuali in meno rispetto a settembre. L’altra notizia che emerge dai numeri dell’Istat è che la disoccupazione giovanile è scesa al 36,4%, dunque 0,4 punti percentuali in meno rispetto al mese precedente, e ai minimi in quattro anni, ovvero dal 2012.

1 dicembre 201611:24

Altre buone notizie dal fronte macro dell’Italia. L’Istat ha infatti rivisto al rialzo il Pil relativo al terzo trimestre. La crescita dell’economia italiana, su base annua, è pari a +1%, dunque più del rialzo +0,9% reso noto nella stima preliminare. Il trend del Pil su base trimestrale è stato confermato: il PIL del terzo trimestre è salito al ritmo dello 0,3% rispetto a quello del secondo trimestre. L’Istat ha rivisto al rialzo anche le stime del Pil del secondo trimestre da una crescita zero rispetto al primo trimestre a +0,1%. La crescita acquisita per il 2016 sale a +0,9%, meglio delle stime del governo che prevedono un Pil a +0,8% per quest’anno.

1 dicembre 201611:25

Nonostante la debolezza della sterlina stia sostenendo l’export del Regno Unito, nel mese di novembre l’attività manifatturiera del paese ha sofferto un rallentamento. E’ quanto emerge dall’indice Pmi manifatturiero, sceso da 54,4 punti di ottobre a 53,4 punti. Nel commentare il trend della sterlina sul mercato del forex – il deprezzamento è iniziato con il referendum sulla Brexit – Markit, la società che stila l’indice, ha fatto notare che, se da un lato sostiene le esportazioni, dall’altro lato l’indebolimento della valuta rende più costose le importazioni.

1 dicembre 201611:27

La sterlina smorza i guadagni nei confronti del dollaro dopo la pubblicazione dell’indice Pmi manifatturiero del Regno Unito.

1 dicembre 201611:27

Dopo il boom delle ultime ore, il petrolio rimane positivo ma smorza decisamente i guadagni.

1 dicembre 201612:17

Nel tentativo di ridurre il flusso di capitali in uscita dal paese, la Cina ha deciso di imporre un taglio netto alla quantità di oro importato. Lo riferiscono trader e banchieri al Financial Times. Sebbene dispongano della licenza di comprare oro, alcune banche cinesi hanno avuto difficoltà a ottenere il permesso dalle autorità della seconda potenza economica al mondo.

La mossa di controllo dei capitali denominati in dollari fa parte di un più ampio piano del governo per impedire un indebolimento ulteriore dello yuan. Le restrizioni imposte agli affari che le aziende a controllo statale stringono con l’estero hanno l’obiettivo di limitare la fuga di capitali che ha visto la valuta cinese calare ai minimi in otto anni sul dollaro Usa. Sui mercati i future sull’oro hanno subito un calo improvviso come conseguenza della misura.

1 dicembre 201613:33

Si conferma il trend negativo dei futures sugli indici azionari Usa.

1 dicembre 201615:05

Il settore bancario europeo, che viene da un inizio di settimana altalenante, guadagna oggi quasi lo 0,4%. Da inizio anno ha ceduto più del 13%, tuttavia.

1 dicembre 201615:32

Delusione dal fronte macro statunitense, dove le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono cresciute ai massimi degli ultimi cinque mesi, facendo peggio delle attese. Nella settimana conclusasi il 26 novembre le domande di indennità sono aumentate a quota 268mila unità.

1 dicembre 201615:35

Dopo la vittoria di Trump e le parole del futuro Segretario del Tesoro della sua amministrazione, che ha ipotizzato il lancio di un’emissione a lunghissima scadenza (titolo a 50 o 100 anni), sui mercati finanziari è veramente in atto la cosiddetta Grande Rotazione, termine coniato da Morgan Stanley otto anni fa per individuare un passaggio in massa degli investitori dal mercato dei bond a quello azionario. 

Il tasso a dieci anni dei Treasuries ha raggiunto i massimi plurimensili (da luglio 2015) di 2,432%, mentre i rendimendi del titolo trentennale hanno toccato il livello più alto in un anno al 3,094%.

1 dicembre 201615:37

Mentre Wall Street ha aperto contrastata, sul valutario la sterlina si rafforza sul dollaro (+1,42%) dopo che il ministro della Brexit David Davis ha fatto sapere che Londra è disposta a versare contributi all’Unione Europea pur di continuare ad avere accesso al mercato unico europeo.

1 dicembre 201615:38

In attesa del referendum costituzionale italiano, nel mese che vedrà svolgersi le importanti riunioni di Fed e Bce, le quali dovrebbero prendere strade diametralmente opposte – apportando una stretta monetaria la prima e estendendo i piani ultra accomodanti la seconda – gli investitori oggi restano focalizzati sul petrolio e sulle tante nuove notizie giunte dal fronte macroeconomico.

1 dicembre 201615:56

Sul mercato energetico i contratti sul petrolio continuano a macinare rialzi portandosi ai massimi degli ultimi sei mesi. Il contratto Wti scambia sempre saldamente sopra i 50 dollari al barile, favorito anche dall’indebolimento del dollaro sulla sterlina. La valuta britannica è favorita dalla decisione del governo britannico di abbandonare la linea dura nei negoziati commerciali con l’Ue sugli affari in un mondo post Brexit.

1 dicembre 201615:57

Tra i metalli, il bene rifugio per eccellenza, l’oro, cede l’1% a 1.160 dollari l’oncia. Sono i livelli minimi degli ultimi dieci mesi.

1 dicembre 201616:04

Dopo la vittoria di Trump e le parole del futuro Segretario del Tesoro della sua amministrazione, che ha ipotizzato il lancio di un’emissione a lunghissima scadenza (titolo a 50 o 100 anni), sui mercati finanziari è in atto la cosiddetta Grande Rotazione, termine coniato da BofA cinque anni fa per individuare un passaggio in massa degli investitori dal mercato dei bond a quello azionario. 

Il tasso a dieci anni dei Treasuries Usa ha raggiunto i massimi degli ultimi 17 mesi (da luglio 2015) di 2,432%, mentre i rendimenti del titolo trentennale hanno toccato il livello più alto in un anno, al 3,094%.

1 dicembre 201616:05

Dopo la vittoria di Trump e le parole del futuro Segretario del Tesoro della sua amministrazione, che ha ipotizzato il lancio di un’emissione a lunghissima scadenza (titolo a 50 o 100 anni), sui mercati finanziari è in atto la cosiddetta Grande Rotazione, termine coniato da BofA cinque anni fa per individuare un passaggio in massa degli investitori dal mercato dei bond a quello azionario. 

Il tasso a dieci anni dei Treasuries Usa ha raggiunto i massimi degli ultimi 17 mesi (da luglio 2015) di 2,432%, mentre i rendimenti del titolo trentennale hanno toccato il top di un anno, al 3,094%.

1 dicembre 201616:08

Dopo la vittoria di Trump e le parole del futuro Segretario del Tesoro della sua amministrazione, che ha ipotizzato il lancio di un’emissione a lunghissima scadenza (titolo a 50 o 100 anni), sui mercati finanziari è in atto la cosiddetta Grande Rotazione, termine coniato da BofA cinque anni fa per individuare un passaggio in massa degli investitori dal mercato dei bond a quello azionario. 

Il tasso a dieci anni dei Treasuries Usa ha raggiunto i massimi degli ultimi 17 mesi (da luglio 2015) di 2,432%, mentre i rendimenti del titolo trentennale hanno toccato il top di un anno, al 3,094%. Gli analisti di M&G avvertono che siamo a un punto di svolta e che “le strategie che hanno avuto successo negli ultimi dieci anni sono ora si ritrovano ora ad arrancare”.

1 dicembre 201616:12

Forte del balzo di petroliferi e banche, l’indice FtseMIB ha superato la soglia psicologica dei 17.000 punti e al momento scambia in rialzo dello 0,64% a quota 17.038,79 punti.

1 dicembre 201617:58

Piazza Affari è l’unica tra le borse europee a chiudere la seduta in positivo, con l’indice Ftse MIB che chiude in rialzo di quasi l’1% sfiorando i 17.100 punti. A trainare il paniere delle blue chip ono i titoli petroliferi, Generali e Luxottica. Buona anche la performance dei titoli bancari, tranne Mps che è entrata in asta di volatilità dopo un calo del -4,9%. A fine seduta la banca, che aspetta di sapere quanti investitori a lungo termine parteciperanno all’aumento di capitale, cede quasi il 3,7%. In controtendenza anche Recordati, Snam e Terna.

1 dicembre 201618:00

Piazza Affari è l’unica tra le borse europee a chiudere la seduta in positivo, con l’indice Ftse MIB che chiude in rialzo di quasi l’1% sfiorando i 17.100 punti. A trainare il paniere delle blue chip ono i titoli petroliferi, Generali e Luxottica. 

Buona anche la performance dei titoli bancari, tranne Mps che è entrata in asta di volatilità dopo un calo del -4,9%. A fine seduta la banca, che aspetta di sapere quanti investitori a lungo termine parteciperanno all’aumento di capitale, cede quasi il 3,7%. In controtendenza anche Recordati, Snam e Terna.

1 dicembre 201618:01

Fiacche le altre piazze finanziarie d’Europa, con l’indice EuroStoxx50 che chiude con un computo negativo del -0,83%, zavorrato da Inbev, Unilever e Bayer. In controtendenza Eni, Intesa Sanpaolo e Axa.

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