USA: bando agli islamisti, sanità e ambiente. Ecco le sfide di Trump

11 Novembre 2016, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) –Sanità, immigrazione, ambiente sono alcuni dei primi punti che Donald Trump, neo presidente degli Stati Uniti,metterà in atto nei suoi primi 100 giorni. Tra le sue proposte durante la campagna elettorale anche il bando agli islamici negli Usa, proposta misteriosamente scomparsa e poi riapparsa a neanche 24 ore dalla sua vittoria sul suo sito ufficiale.

Subito dopo la strage di San Bernardino del 7 dicembre 2015 il tycoon aveva avanzato l’idea di prevenire l’immigrazione dei musulmani con un bando totale al loro ingresso negli Stati Uniti. Sul sito del magnate newyorchese era presente il link che riportava alle sue dichiarazioni proprio sul bando agli islamici, ma durante le elezioni quello stesso link è stato poi modificato, per riportare ad un’altra pagina in cui si chiedeva di donare per la sua campagna.

La lotta all’immigrazione clandestina è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna di Trump e ora il fatto che quell’affermazione sia sparita – anche se poi ricomparsa – può essere spiegata dal fatto che appena eletto Trump ha cominciato a usare toni più pacati e conciliatori.

Nella lista degli obiettivi dell’amministrazione Trump alcuni sono di difficile realizzazione. Ad esempio il famoso muro con il Messico, a spese degli stessi messicani: circa 40 miliardi di dollari che il governo messicano ha già detto di non voler sostenere a cui si aggiungono i costi umanitari perché il muro vieterebbe l’ingresso negli Usa non solo ai migranti per motivi economici ma anche di quelli che fuggono da violenze e persecuzioni. Rimanendo in tema di immigrazione, Donald Trump ha promesso di triplicare il numero di agenti dell’immigrazione e di creare una taskforce specializzata nella “deportazione” dei senza permesso.

“Non appena sarò presidente, cancellerò l’Obamacare” è stata una delle promesse che Trump ha fatto in campagna elettorale e che riguarda la riforma sanitaria del presidente. Una cancellazione che non è così semplice visto che abolirla significherebbe aumentare il deficit federale di almeno 33 miliardi di dollari.

Riguardo al tema sul clima, in campagna elettorale, Trump ha anche spiegato che uno dei suoi primi atti di governo sarà il ritiro degli Stati Uniti dagli accordi di Parigi, una mossa che però potrebbe concludersi solo tra quattro anni, quindi all’inizio di un eventuale suo secondo mandato o di un cambio di presidente.

I negoziati sulla Trans-Pacific Partnership e il TTIP con l’Europa verranno bloccati, ma il nuovo presidente repubblicano ha già detto di voler liquidare anche il Nafta.

Per quanto riguarda la lotta all’Isis, Trump ha più volte dichiarato di voler occupare le aree ora sotto il controllo dei militanti per riprendersi il loro petrolio: una cosa impossibile se non con un’occupazione militare.