Ue all’Italia: “rischio effetto valanga sul debito”

23 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Continua il braccio di ferro tra Unione Europea e governo italiano sulle ultime misure intrapresa sui conti pubblici per fare rientrare il bilancio entro i parametri prefissati in sede europea e allo stesso tempo cercare di alimentare la crescita economica a lungo termine.

Secondo i funzionari di Bruxelles, la spending review è stata un mezzo fallimento (“poco efficace“) e al contempo “fare business è più difficile che altrove a causa di inefficienze e corruzione“. Il montante debito pubblico, poi, rischia di contagiare gli altri paesi dell’area.

Sono alcune delle anticipazioni fornite da La Stampa sul Country report della Commissione Ue che sarà inviato a Roma mercoledì, due giorni prima del vertice tra il premier Mattero Renzi e il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker.

Parlando di criminalità, le autorità nutrono inoltre dubbi sulla misura con cui è stato incrementato il tetto al contante a 3 mila euro e quella con cui sono state riviste – ammorbidendole – le sanzioni fiscali. Le incertezze sono “a proposito del loro impatto sull’evasione e l’elusione”.

La debolezza strutturale della Penisola potrebbe avere conseguenze sulle altre economie europee“, avvertono gli autori del report della Commissione Ue sul nostro paese che verrà pubblicato mercoledì dalle autorità europee.

“Italia può contagiare l’Ue”

Un altro problema, sempre secondo il report, riguarda l’abolizione della tassa sulla prima casa, una manovra patrimoniale che non ha effetti benefici sulla produttività dell’economia bensì solo a livello di percezione dei consumatori.

Dai decreti attuativi della delega fiscale “sono rimasti fuori aspetti cruciali come la riforma dei valori catastali“, mentre il governo ha scelto di eliminare la tassa sulla prima casa “in contrasto con l’obiettivo di allargare la base imponibile e spostare il peso dai fattori produttivi verso proprietà e consumi“.

A preoccupare Bruxeless, poi, continuano a essere fattori caratteristici della terza economia dell’area euro, come l’elevato debitopubblico, la bassa competitività e le inefficienze che rendono la Penisola un luogo in cui “fare business è significativamente più difficile rispetto alle altre principali economie europee”.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si difende e dice che la crescita bassa (nell’ultimo trimestre del 2015 il rialzo è stato dello 0,1%), “perché prima nel Pil erano conteggiati gli sprechi“.

L’unica nota positiva sull’operato del governo citata dal rapporto Ue riguarda i “progressi” fatti grazie alle riforme di mercato del lavoro, banche e Istruzione.

Fonte: La Stampa