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L’incertezza legata alle politiche economiche del governo e l’aumento dei costi di finanziamento hanno spinto la Commissione europea a rivedere drasticamente al ribasso le previsioni di crescita per l’economia italiana.Nella prima metà dell’anno in corso la crescita del Pil sarà di appena lo 0,2%, la più bassa tra tutti i Paesi membri dell’Unione europea. L’inflazione
La Commissione europea, che a novembre aveva stimato una crescita del Pil dell’Italia all’1,2% avrebbe pronta una limatura ben più severa di quella del Fmi
L’economista di Deutsche Bank Sebastian Becke avverte che la prima economia della zona euro è in contrazione.
Il dato PMI dei servizi è sceso sotto la soglia di 50 punti a gennaio: significa che l’economia del nostro paese continuerà ad arrancare nel 2019.
Nostro export in Germania è del 10%: se tedeschi spendessero 8% Pil crescerebbe dello 0,8%. Quello che serve per crescita sopra zero e centrare obiettivi.
Il Centro Europa Ricerche (Cer), ha aggiornato le stime sulla crescita del Pil dell’Italia per il primo trimestre del 2019: la variazione sul trimestre precedente è prevista nulla, mentre il confronto anno su anno mostra un dato negativo dello 0,2%. Sarebbe il peggior primo trimestre dal 2013. Il Cer ritiene che “sarà pertanto necessario ribassare
Mentre l’Istat certifica la recessione tecnica, il premier Conte invita a guardare al futuro: il rallentamento, per il premier, è dato da fattori esterni.
Piazza Affari non ha accolto bene la notizia della recessione, con il comparto bancario che ha pagato il dazio più alto.
Confindustria scuote il governo: “Reagire subito al rallentamento dell’economia attivando investimenti pubblici e privati”.
Secondo il ministro dell’economia “non ci sono motivi per drammatizzare”. Ipotesi manovra bis esclusa prima di giugno