PIL pagina 188
Parla di “moderato rallentamento”. L’economia cinese fonte di preoccupazione per diversi economisti.
Sullo sfondo gli investitori guardano alla frenata del Pil cinese: comunque +7,5% nel secondo trimestre. I trader temevano peggio. Rumor spingono Azimut. Maglia nera Pop Milano. Spread sotto 300. GRAFICO.
Il motore dell’economia mondiale si sta inceppando. Per noi occidentali, un tasso di crescita del 7,5% è una utopia. Ma per Pechino – e per il mondo – i numeri potrebbero peggiorare.
La Cina non è più l’inarrestabile gigante che travolgeva tutto. La sfida ora è gestire una crescita più armoniosa, altrimenti il Paese rischia il collasso.
L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha tagliato il giudizio sull’Italia da BBB+ a BBB, con outlook negativo. Cosa succede ora?
Antonio Patuelli, numero dell’associazione (nella foto), si lamenta: gli istituti sono oberati da tasse “sproporzionate”, non sono più ricchi. No alla patrimoniale. Visco: Credit crunch proseguirà per mesi. Pil 2013 verso -2%.
Seconda seduta col segno più, nonostante la revisione al ribasso della crescita economica. Il dato fa pensare a un allungamento dei tempi nella riduzione del QE. Oro ai minimi di tre anni, Treasuries ai massimi.
Dal 2,4% inizialmente comunicato. Effetto tasse: crollano i redditi, il calo più forte dal 2008. Economia Usa rimane debole e la riduzione del QE da parte della Federal Reserve appare più lontana.
La crisi sembra, ancora una volta, risparmiare la Germania. Ecco un grafico che mostra l’andamento dell’economia tedesca, al momento pare che la locomotiva d’Europa si trovi in una fase di accelerazione.