Petrolio pagina 93
Le scorte settimanali di petrolio degli Stati Uniti sono calate nell’ultimo periodo raggiungendo un risultato inferiore alle stime. Dai dati dell’AIE pubblicati oggi emerge che i barili sono calati di -0,237 milioni di unità. Il consensus degli analisti era per una variazione positiva di +3,713 milioni dopo il rialzo di +8,209 milioni fatto registrare la
Nel suo ultimo report l’AIE, l’agenzia internazionale dell’Energia, pur invitando alla cautela sul petrolio, ha riconosciuto che la domanda è destinata a calare nel 2017 rispetto all’anno prima e che i livelli di produzione dei paesi non facenti parte dell’Opec sono invece improntati a salire, mettendo ulteriori pressioni sui produttori di greggio mondiali alle prese
Preoccupano tuttavia la revisione al ribasso delle stime sulla domanda nel 2017 dell’AIE e la crescita dei barili prodotti dall’Arabia Saudita.
Dopo essere calate sui minimi di tre mesi, le quotazioni del petrolio provano a rimbalzare sui mercati energetici dopo la spiegazione fornita dal’Arabia Saudita sull’incremento inaspettato della produzione di barili, che aveva affossato i prezzi dei contratti sul Brent e sul Wti americano. Le autorità del Regno del Golfo hanno spiegato che l’aumento dell’output ha
Secondo i dati ufficiali del governo, l’Arabia Saudita ha aumentato l’output di petrolio nel mese di febbraio, pompando 263mila barili al giorno in più rispetto a gennaio. La produzione, che ritorna dunque al di sopra dei 10mila barili al giorno, resta nei limiti degli accordi Opec sul taglio della produzione sancito a Vienna. Il barile
Principe saudita Mohammed bin Salman farà visita al nuovo presidente americano, Donald Trump, nell’ambito di viaggio negli Usa fra giovedì e lunedì prossimo. Il principe, che peraltro ministro della Difesa dell’Arabia Saudita, parlerà con Trump del “rafforzamento delle relazioni bilaterali e su questioni regionali di mutuo interesse”, si legge in una nota. Capitoli caldi saranno
A rischio l’estensione dell’accordo dell’Opec in merito al taglio della produzione di petrolio e questo a causa della posizione dei principali operatori.
Il prezzo del petrolio continua a scendere e toccare i minimi di tre mesi sui mercati asiatici. Il nuovo crollo delle quotazioni è stato determinato ancora una volta dai dati provenienti dagli Stati Uniti che hanno mostrato un nuovo incremento degli impianti di trivellazione. In mattinata, il Wti scambia in flessione dello 0,31% a quota $48.34 a barile
Anche Hong Kong e Shangai in salita, rispettivamente dell’1,1% e dello 0,6%
Le Borse principali cinesi hanno chiuso tutte in rosso e quelle europee continuano a flettere, appesantite dalla flessione dei titoli del settore energetico: è l’effetto del brusco deprezzamento del petrolio. I prezzi del greggio sono tornati di nuovo a perdere quota, e ora i contratti Wti scambiano sotto i 50 dollari al barile.A Hong Kong