Eurozona pagina 85
Ex presidente Consiglio si confessa: “dobbiamo capire che siamo interdipendenti e siamo nella stessa barca. Vale anche per crisi rifugiati“.
La revisione è dovuta in parte alla maggiore crescita dell’Italia (da +0,2% a +0,3%). Francia rimane fonte di preoccupazioni.
L’indice Sentix ha riportato un tonfo da da 18,4 di agosto a 13,6 punti.
Insieme a crollo materie prime sono le grandi sfide che il mondo finanziario deve affrontare. Gramegna, ministro del Lussemburgo, rivela i temi sul tavolo.
E’ l’accusa del ministro delle finanze danesi, Claus Hjort Frederiksen: “Basta dare la colpa alla valuta, i governi non sono stati in grado di gestire i bilanci”.
Il calo continuo del petrolio e delle materie prime ha colpito i gruppi produttori che hanno ricevuto meno per i loro beni.
Entusiasmo per numeri indicano ancora una crescita caratterizzata dallo zero e virgola. E l’indice Pmi scivola al minimo in sette mesi.
Sono i paesi dell’area euro che usciranno più indeboliti dalla svalutazione massiccia dello yuan ad opera della Cina.
“Divergenze economiche pericolose”: l’opinione di Olivier Passet, ex economista dell’Osservatorio francese delle congiunture economiche (OFCE).
Indice ESI meglio delle attese. Ma non abbastanza da allontanare paure mancata ripresa. Monta pressione su Draghi, chiamato a rafforzare QE.