Eurozona: fiducia economia cresce ma non abbastanza da evitare nuovo bazooka Bce

28 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

BRUXELLES (WSI) – La fiducia nell’economia dell’area euro è cresciuta ma non abbastanza da allontanare lo spauracchio di una mancata ripresa. L’indice si è attesato a 104,2 punti in agosto, per un rialzo lieve dai 104 punti del mese precedente.

Le stime erano per un risultato di 103,8. L’indicatore del sentiment aziendale ha invece deluso, scendendo a 0,21 da 0,41. Il mercato si aspettava un calo più moderato, a quota 0,34.

Le cifre mettono ancora più pressione su Mario Draghi. Secondo Jessica Hinds di Capital Economics, la Bce è chiamata ad incrementare la portata e durata del suo programma straordinario di allentamento economico.

“Ai livelli attuali l’indice è coerente con le stime per una crescita dell’1,5% del Pil su base annuale, meglio dell’1,2% del secondo trimestre. Ma un ritmo di espansione del genere non è sufficiente a fornire una spinta all’inflaizone. La crescita dovrebbe rallentare nei prossimi mesi, quando non ci saranno più a dare una mano gli impatti positivi dei cali di euro e petrolio”.

Senza contare che rimane ancora il pericolo che la crisi greca torni ad infiammarsi. “Il mese prossimo si tengono nuove elezioni e vi è un’alta possibilità che la Grecia non riesca a ottenere la revisione del nuovo piano di aiuti, attesa in ottobre”. Questo infliggerà potenzialmente un duro copo al sentiment dell’area euro e “provocherà un nuovo calo dell’indice della fiducia ESI”.

Ecco allora che la Bce dovrà entrare in gioco, aumentando la portata e la durata del programma di acquisto di titoli di Stato.

Nell’Unione Europea nel suo complesso, l’indicatore che misura il sentiment economico è salito di 0,4 punti rispetto al mese precedente, attestandosi a quota 107.

Leggero aumento in agosto anche per euro-coin, l’indice elaborato da Bankitalia che fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale attuale nell`area dell`euro.

Il livello toccato è di 0,43 in crescita dallo 0,41 di luglio, sui livelli più elevati dall’estate del 2011. Il contributo positivo dell`interscambio con l`estero e quello, più contenuto, dei sondaggi presso le imprese sono stati solo in parte compensati dalla debolezza dell`attività industriale, a fronte di un impatto trascurabile delle recenti turbolenze sui mercati finanziari.

Sui mercati l’euro intanto prova a ritestare l’area di 1,13.

Fonte: Commissione Europea

(DaC)